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	<title>Girl Geek Life &#187; Xbox</title>
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	<description>Il magazine delle ragazze appassionate di tecnologia</description>
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		<title>Controller che risvegliano i sensi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e tecnologia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;esperienza di gioco nasce anche e soprattutto a partire dall&#8217;interfaccia: l&#8217;oggetto fisico e le scelte visive possono trascinarci in quel mondo ludico al di là – <strong>ma soprattutto al di qua</strong> – dello schermo.</em></p>
<p>Pur essendo grande giocatrice, ho sempre considerato i <strong>controller</strong> come scomodi e inutilmente complicati, spesso una barriera all&#8217;esperienza di gioco a cui aspiravo. E poi la forma stessa del pad non può andare bene per tutti: basta avere le mani un po&#8217; più piccole, o le dita un po&#8217; più lunghe, del giocatore-tipo per cui è stato pensato il controller, per ritrovarsi ad assumere posizioni scomode e innaturali.</p>
<p>Per fortuna oggi, dopo quindici anni di dominio incontrastato del joypad, ci troviamo di fronte anche ad altri tipi di controller e di interfacce, in particolare quelle basate sul movimento come il <strong>Wiimote</strong> di Nintendo e il <strong>Move</strong> di Sony. Se il controller della console Wii ha la forma rassicurante di un telecomando,  quello di PlayStation si ispira al microfono, una scelta significativa per Sony, colosso della musica prima ancora che dei videogiochi. Microsoft ha voluto fare un passo in avanti ed eliminare radicalmente l&#8217;oggetto fisico rilevando le azioni del corpo con <strong>Kinect</strong>, una telecamera in grado di rilevare la velocità e profondità dei movimenti.</p>
<p>Ma qual è il vero significato di queste interfacce? Come cambiano la percezione e l&#8217;<strong>esperienza di gioco</strong>? Lo racconta con un occhio analitico <strong>Agata Meneghelli</strong>, assegnista di ricerca presso l&#8217;Università di Bologna, che ha recentemente pubblicato il libro “<a href="http://www.amazon.it/risveglio-sensi-unesperienza-corporeo-Ludologica/dp/8840014942/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1305749105&amp;sr=8-1">Il risveglio dei sensi</a>” (Unicopli, 2011). Con un <strong>approccio semiotico</strong>, viene sviscerato il significato dell&#8217;esperienza ludica. Quando si analizza un gioco, non basta limitarsi a ciò che accade nel mondo digitale, ma bisogna avere uno “<strong>sguardo strabico</strong>” che tiene contemporaneamente conto di ciò che succede al di qua dello schermo, ciò che possiamo considerare come la nostra <strong>performance di gioco</strong>.</p>
<div id="attachment_4539" class="wp-caption alignnone" style="width: 567px"><img class="size-full wp-image-4539 " title="Agata Meneghelli" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2011/05/agata.jpg" alt="Agata Meneghelli" width="557" height="286" /><p class="wp-caption-text">Agata Meneghelli</p></div>
<p>Questo accade con qualsiasi titolo, ma ci sono giochi che hanno puntato tutto proprio sull&#8217;atto performativo che avviene nel mondo sensibile. Basti pensare alla serie Guitar Hero che, grazie al controller a forma di chitarra, simula la performance dei musicisti, centrando il gioco sull&#8217;esperienza fisica. Lo stesso accade grazie a Wiimote e Move. I controller diventano così le tue “protesi”.</p>
<p>Per scoprire qualcosa di più del suo settore di studi, abbiamo posto alcune domande ad Agata Meneghelli.</p>
<p><strong>Raccontaci brevemente il tuo percorso. Come sei arrivata ad analizzare i videogiochi da un punto di vista semiotico? </strong></p>
<p>Il mio percorso di ricerca, fin dalla stesura della tesi di laurea, nasce dall&#8217;incontro di due passioni: la passione per la semiotica, che ho maturato negli anni dell&#8217;università, e la passione per i videogiochi, che è nata in giovane età grazie al Commodore 64 di mio fratello maggiore. Il genere videoludico che mi ha “segnato” di più è sicuramente quello dei <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/God_game">god game</a></em> (simulazioni di mondi) e degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Videogioco_strategico_in_tempo_reale">Rts</a> (strategici in tempo reale). È giocando a <a href="http://simcitysocieties.ea.com/index.php">SimCity</a> che mi è balenata l&#8217;idea di applicare la semiotica ai videogiochi, e sono stati i <em>god game</em> i primi giochi che ho cercato di “smontare” con il fine di comprenderne il linguaggio e di mettere in luce il modo in cui costruiscono esperienze dense di significato.</p>
<p><strong>Il tuo libro si inserisce nel filone dei game studies, disciplina ancora poco diffusa nel nostro paese. Secondo te, per quali motivi l&#8217;Italia non ha ancora una tradizione accademica dedicata ai game studies? Pensi che le cose possano cambiare nel breve periodo?</strong></p>
<p>Sono anni che spero che i game studies acquistino legittimità anche in Italia ma mi sembra che, con una certa miopia, si faccia ancora fatica a considerare il videogioco come un oggetto degno di essere studiato in modo “scientifico”. Non è facile fare previsioni su come si evolveranno le cose nel prossimo futuro. Devo ammettere comunque che negli ultimi cinque anni il numero di studiosi e accademici che si occupano di videogiochi in Italia è cresciuto in modo significativo, così come i convegni e i seminari dedicati al mondo dei videogiochi (sono da poco tornata da una giornata di studi sui <a href="http://www.cinetecadibologna.it/fargame2011/ev/fashion2011">fashion game</a>).</p>
<p>Il problema è che questi studiosi sono dispersi in diversi dipartimenti e in diverse zone geografiche e si confrontano solo occasionalmente. Il primo passo per uno sviluppo più maturo dei game studies anche in Italia sarebbe a mio avviso quello di creare un network stabile e continuativo tra persone (accademici ma anche professionisti) che fanno dei videogiochi il loro principale oggetto di studio (o di lavoro). A differenza di altri ambiti disciplinari, che si caratterizzano per un particolare approccio o sguardo, i game studies trovano la loro uniformità nell&#8217;oggetto di studio: il gioco, in tutte le sue forme (digitali e non). Per questo penso che i game studies abbiano, per natura, una vocazione interdisciplinare, che rappresenta anche uno dei loro punti di forza.</p>
<div id="attachment_4541" class="wp-caption alignnone" style="width: 570px"><a href="http://www.amazon.it/risveglio-sensi-unesperienza-corporeo-Ludologica/dp/8840014942/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1305749105&amp;sr=8-1"><img class="size-full wp-image-4541  " title="Il risveglio dei sensi. Verso un'esperienza di gioco corporeo " src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2011/05/ilrisvegliodeisensi.png" alt="Il risveglio dei sensi. Verso un'esperienza di gioco corporeo " width="560" height="429" /></a><p class="wp-caption-text">Il risveglio dei sensi. Verso un&#39;esperienza di gioco corporeo </p></div>
<p><strong>Le nuove interfacce e i sistemi di controllo hanno avvicinato ai videogiochi anche persone che non hanno mai voluto prendere in mano il classico joypad. </strong><strong>Secondo te è possibile che stia per tramontare l&#8217;era del giocatore-stereotipo “straight male player”?</strong></p>
<p>Penso che l&#8217;era dello “straight male player” sia già in via di estinzione,il problema è che si parla ancora troppo poco della presenza femminile nel mondo videoludico… a partire dalle giocatrici stesse che spesso si vergognano ad ammettere di videogiocare e di divertirsi a farlo. In ogni caso, non c&#8217;è dubbio che la progettazione di controller di gioco più &#8220;friendly&#8221; faciliti l&#8217;ingresso di nuovi tipi di utenti, abbattendo una barriera tecnologica che ha per lungo tempo contribuito a tenere lontano molte donne dal mondo dei videogiochi.</p>
<p><strong>Un&#8217;ultima domanda: hai mai pensato alla possibilità di lavorare nell&#8217;industria entrando a far parte della produzione?</strong></p>
<p>Non solo sarei disposta, ma sarei addirittura entusiasta se potessi lavorare nell&#8217;ambito della produzione! Credo fermamente che il dialogo tra chi studia e analizza i videogiochi e chi li produce possa essere molto prolifico per entrambi.</p>
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		<title>Intervista a Evita Barra di Microsoft</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 07:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Pavan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Meet the Geek]]></category>
		<category><![CDATA[entertainment]]></category>
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		<description><![CDATA[Evita Barra dal 2005 è Responsabile Marketing di Xbox &#38; Games. Da circa un anno occupa anche la posizione di Marketing Manager della divisione Entertainment e Devices di Microsoft Italia....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.linkedin.com/pub/evita-barra/1/946/805">Evita Barra</a> dal 2005 è Responsabile Marketing di Xbox &amp; Games. Da circa un anno occupa anche la posizione di Marketing Manager della divisione Entertainment e Devices di <a href="http://www.microsoft.com/it/it/default.aspx" target="_blank">Microsoft Italia.</a></p>
<p>Ha la responsabilità di definire le strategie di marketing e advertising relative a console e videogame, del lancio di un nuovo gioco o accessorio, di ideare campagne di comunicazione e concorsi per videogiocatori. Originaria della provincia di Matera, Evita si laurea nel &#8217;97 in Economia Aziendale con specializzazione in Marketing alla <a href="http://www.unibocconi.it/" target="_blank">Bocconi</a> di Milano.</p>
<p>Dopo un&#8217;esperienza in<a href="http://www.techdata.it/" target="_blank"> Tech Data</a> approda prima in <a href="http://www.logitech.com/" target="_blank">Logitech</a>, nel 2000 dove per 5 anni è Responsabile Marketing e PR, e poi in <a href="http://www.microsoft.com/it/it/default.aspx" target="_blank">Microsoft Italia.</a></p>
<div id="attachment_800" class="wp-caption alignnone" style="width: 170px"><img class="size-medium wp-image-800" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2009/07/_mg_6811-200x300.jpg" alt="_mg_6811" width="160" height="240" /><p class="wp-caption-text">Evita Barra</p></div>
<h4>Che cosa significa essere E&amp;D Marketing Manager in Microsoft?</h4>
<p>Per me è davvero la realizzazione di due sogni: quello di gestire il marketing di prodotti consumer in un&#8217;azienda come <a href="http://www.microsoft.com/it/it/default.aspx" target="_blank">Microsoft</a>, e soprattutto quello di lavorare nel mondo dei videogiochi, che sono la mia passione fin da quando ero bambina.<br />
Anche prima che lavorassi per <a href="http://www.xbox.com/it-it" target="_blank">Xbox</a>, i videogame erano la mia forma di svago preferita, un momento di divertimento e di relax dopo la giornata in ufficio, ma anche un bell&#8217;allenamento per mantenere i  riflessi sempre pronti <img src='http://www.girlgeeklife.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h4>Nella tua scala delle priorità, quale posto occupa l&#8217;aggiornamento?</h4>
<p>Per chi lavora in un&#8217;azienda come <a href="http://www.microsoft.com/it/it/default.aspx" target="_blank">Microsoft </a>o in generale in un contesto dove la tecnologia è al centro del busines, i ritmi sono piuttosto frenetici e lo scenario in continua e rapida evoluzione, è necessario essere in constante aggiornamento su quello che ci succede attorno. Per chi lavora nel marketing poi è fondamentale conoscere i nuovi trend, le tendenze e ciò che in generale i consumatori apprezzano e desiderano.<br />
Personalmente credo che il miglior &#8220;aggiornamento&#8221; sia quello che si ottiene osservando, ascoltando, leggendo e scrutando la realtà e la gente intorno a noi, giorno dopo giorno.</p>
<h4>Per un manager al tuo livello quanto conta saper gestire in modo efficiente il tempo? Quali &#8216;strategie&#8217; utilizzi per organizzarti al meglio?</h4>
<p>Il tempo è oggi la risorsa scarsa per eccellenza.<br />
Per guadagnarne un po&#8217;, o almeno per non sprecarlo, sono fondamentali tre cose: sapersi organizzare, assegnarsi le priorità e rispondere tempestivamente. Questa è più o meno la mia filosofia di gestione sia professionale che personale.<br />
Alla fine di ogni giornata faccio il punto della situazione, elenco i vari &#8220;task&#8221;, assegno importanza ed urgenza a ciascuno di essi iniziando dal classico foglio di carta.<br />
Poi trasferisco tutto sull&#8217;agenda di Outlook sincronizzata con il mio smartphone.</p>
<h4>Qual è la tua giornata tipo?</h4>
<p>Mi alzo presto, verso le 6, faccio qualche serie di addominali giusto per svegliarmi del tutto, poi colazione con mio marito e mio figlio Paolo, che ha 4 anni. Porto Paolo a scuola e poi sono in ufficio tra riunioni di forecast, conference call e progetti vari.<br />
La sera dopocena mi rilasso con qualche partita alla Xbox, leggendo un libro, o guardando un film. Il week end invece è tutto in famiglia: mi diletto in cucina, gioco con Paolo e in questo periodo dell&#8217;anno andiamo spesso a farci dei bei giri in bici.</p>
<h4>Quali sono i tuoi punti di forza e i tuoi margini di miglioramento?</h4>
<p>Punti di forza: passione, concretezza, organizzazione.<br />
Margini di miglioramento: tanti, sempre ma meglio non svelarli no? <img src='http://www.girlgeeklife.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h4>Quali sono stati gli imprevisti principali durante il tuo percorso professionale? Come sei riuscita a superarli?</h4>
<p>Gli imprevisti sono delle prove importantissime, ti aiutano a gestire lo stress, a trovare soluzioni, a condividerle con gli altri. Non ne ricordo uno in particolare ma di sicuro ciò che conta è l&#8217;approccio: non farsi prendere dal panico, affrontarli un passo alla volta, e &#8230; cercare di non ripetere gli stessi errori.</p>
<h4>Quali sono i tuoi obiettivi come persona e come professionista?</h4>
<p>Come persona di sicuro mi piacerebbe poter essere sempre di supporto e di ispirazione per le persone che amo e stimo. E poi vorrei riuscire sempre ad affrontare la vita col sorriso, anche davanti alle difficoltà.<br />
Come professionista &#8230; Xbox 360 in ogni casa italiana è un po&#8217; troppo? <img src='http://www.girlgeeklife.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h4>Quali sono i siti, le applicazioni online, i device che usi maggiormente e che vorresti consigliare alle Girl Geek?</h4>
<p><a href="http://www.facebook.com/s.php?ref=search&amp;sid=fd16428c89eb394133eeaadf6778aa8d&amp;init=q&amp;q=evita%20barra#/evita.barra?hiq=evita%2Cbarra" target="_blank">Facebook </a>e <a href="http://www.messenger.it/" target="_blank">Messenger </a>mi aiutano a restare in contatto con amici in tutto il mondo mentre Outlook e lo Smartphone sono i miei fedeli collaboratori professionali. Uso molto anche la <a href="http://www.microsoft.com/hardware/digitalcommunication/ProductDetails.aspx?pid=002" target="_blank">Lifecam </a>con la mia famiglia quando sono lontana da casa, mentre con <a href="http://social.zune.net/home.aspx?culture=en-us" target="_blank">Zune </a>ascolto le mie playlist preferite.<br />
E poi naturalmente c&#8217;è il mio mondo digitale preferito: Xbox Live, Xbox Live e ancora Xbox Live! <img src='http://www.girlgeeklife.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<h4>Quali passioni riesci a coltivare nel tuo tempo libero?</h4>
<p>La famiglia occupa il 99% del mio (poco) tempo libero naturalmente. Le altre passioni sono i viaggi, i libri, buon cibo e buon vino, il calcio, anzi l&#8217;Inter, lo jogging sul tapis roulant che ho appena acquistato per la taverna, e &#8230; ho già detto che gioco con Xbox? <img src='http://www.girlgeeklife.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h4>Che consiglio daresti alle Girl Geek che vogliano seguire una carriera come la tua?</h4>
<p>Cercare di focalizzarsi e di puntare su un&#8217;area di mercato il più possibile vicina alle proprie passioni, perché lavorare divertendosi è quanto di più bello possa esserci.</p>
<p>E poi, non mollare mai! Tenacia e determinazione sono ingredienti fondamentali in qualsiasi lavoro e in qualsiasi carriera.</p>
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