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	<title>Girl Geek Life &#187; open source</title>
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	<description>Il magazine delle ragazze appassionate di tecnologia</description>
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		<title>Trasforma Ubuntu nel tuo jukebox preferito</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 08:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>UbuntuWomen-it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa c&#8217;è di meglio di un po&#8217; di buona musica per alleviare il vostro lavoro al pc? Oppure per fare del vostro pc una console per una serata con gli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6061" class="wp-caption alignleft" style="width: 458px"><a href="http://www.flickr.com/photos/gallery-art/3497849677/in/photostream/"><img class=" wp-image-6061 " title="Musica Comprimida su Flickr" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/02/3497849677_9798b22910_z.jpg" alt="Musica Comprimida su Flickr" width="448" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Musica Comprimida su Flickr</p></div>
<p>Cosa c&#8217;è di meglio di un po&#8217; di buona musica per alleviare il vostro lavoro al pc? Oppure per fare del vostro pc una console per una serata con gli amici? Su <a href="http://www.ubuntu-it.org/">Ubuntu</a> avrete diverse possibilità per ascoltare la vostra musica, per creare le vostre compilation, per allietare le vostre giornate con un po&#8217; di buona musica.<br />
I più diffusi e utilizzati software di riproduzione musicale in ambiente Ubuntu sono sicuramente <a href="http://projects.gnome.org/rhythmbox/">Rhythmbox</a>, <a href="http://banshee.fm/">Banshee</a> e <a href="http://amarok.kde.org/">Amarok</a>.</p>
<h3><a href="http://projects.gnome.org/rhythmbox/">Rhythmbox</a></h3>
<p>Se avete installato una versione di Ubuntu fino alla 11.04, andando a vedere nel menu “Applicazioni” sotto la voce “Audio e Video”, troverete già installato Rhythmbox.<br />
Durante l&#8217;ascolto del vostro brano preferito avrete sempre sotto gli occhi tutte le informazioni sul brano, autore, durata, tag. Inoltre in basso a sinistra si visualizzerà la copertina del cd che contiene il brano.<br />
Tra le funzionalità troverete la possibilità di aggiungere il vostro utente <a href="http://www.lastfm.it/">LastFM</a> e quindi di poter condividere i vostri gusti musicali con i vostri amici.<br />
Oppure è possibile ascoltare tantissime radio on-line che potrete scegliere all&#8217;interno di un&#8217;ampia selezione sotto il menù “radio”.<br />
E se non possedete abbastanza musica o ne state cercando di nuova, direttamente dall&#8217;interfaccia, potrete entrare in <a href="http://www.jamendo.com/it/">Jamendo</a> o <a href="http://magnatune.com/">Magnatune</a> o altri “negozi” in cui pottrete acquistarla.<br />
Un&#8217;altra chicca davvero fantastica di Rhythmbox è la possibilità di collegarlo al vostro account <a href="https://one.ubuntu.com/">Ubuntu One</a>. In questo modo avrete la possibilità di caricare la vostra musica sui server di Ubuntu One e ascoltarla da qualsiasi dispositivo o posto in cui vi troviate.<br />
Rhythmbox crea automaticamente anche delle scalette che possono esservi utili se voleste ascoltare soltanto la vostra musica preferita, oppure le ultime canzoni caricate sul vostro pc, o quelle che ascoltate più spesso.</p>
<p>Ecco come appare l&#8217;interfaccia di Rhythmbox.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-6060" title="screenshotRhythmbox" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/02/screenshotRhythmbox-610x368.png" alt="" width="610" height="368" /></p>
<h3><a href="http://banshee.fm/">Banshee</a></h3>
<p>Se la vostra versione di Ubuntu è più recente (dalla 11.10 in poi), sarà invece Banshee il riproduttore multimediale che troverete nel vostro menù.</p>
<p>Banshee si integra perfettamente con il desktop di <a href="http://www.gnome.org/gnome-3/">GNOME</a> e vi permette di ascoltare tutta la musica presente sul vostro pc, masterizzare cd audio o sincronizzare il vostro pc con il vostro lettore multimediale.<br />
La finestra di Banshee è ben organizzata e di base risulta molto simile a quella di Rhythmbox.<br />
Se la vostra libreria musicale contiene degli album o dei singoli senza informazioni correlate, Banshee si occupa di trovare materiale extra come copertine e testi da siti come <a href="http://musicbrainz.org/">Musicbrainz</a>.<br />
Avrete la possibilità di creare una vostra playlist, e inviarla a siti come <a href="http://www.lastfm.it/">LastFM</a> per condividerla con i vostri amici.<br />
Banshee include anche un plugin podcast che vi permettera di iscrivervi a feed podcast o di ricercarne di nuovi su <a href="http://www.podcastalley.com/">Podcast Alley</a>.<br />
Se state lavorando e avete bisogno di spazio sulla scrivania, potete minimizza il lettore e visualizza solo le informazioni essenziali, come per esempio solo le informazioni del brano in riproduzione.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-6059" title="screenshotBanshee" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/02/screenshotBanshee-561x400.jpg" alt="" width="561" height="400" /></p>
<h3><a href="http://amarok.kde.org/">Amarok</a></h3>
<p>Se invece il vostro Desktop Environment preferito è <a href="http://www.kde.org/">KDE</a>, il riproduttore multimediale che troverete installato di default è Amarok.<br />
Uno degli aspetti su cui gli sviluppatori di Amarok hanno lavorato di più per la sua ultima versione, è l&#8217;integrazione con con i web services: non solo web radio o “online-shop” come Jamendo o Magnatune, ma anche il collegamento con <a href="http://ampache.org/">Ampache</a> e <a href="http://librivox.org/">Librivox</a> per riprodurre direttamente musica in streaming.<br />
L&#8217;interfaccia di Amarok mostra da immediatamente la possibilità di riprodurre musica da cartelle locali, internet o playlist già pronte, e se il computer è collegato alla rete, per la canzone che state ascoltando mostrerà subito testo e copertina.<br />
Al primo avvio vi chiederà di selezionare le cartelle presenti sul vostro pc, o anche su un hardisk esterno che contengono la vostra musica, in modo da creare il vostro catalogo musicale.<br />
Un altro aspetto interessante di Amarok è che potrete facilmente personalizzarlo per ottenere proprio quello cercate da un riproduttore multimediale, applicando i diversi script sviluppati dalla comunità che gli gravita intorno: Amarok è un prodotto open source, con tutti i vantaggi che questo comporta.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-6058" title="screenshotAmarok" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/02/screenshotAmarok-569x400.jpg" alt="" width="569" height="400" /></p>
<p>Va da sé che se il riproduttore multimediale installato sulla vostra distribuzione non vi soddisfa, vi basterà una visita al <a href="http://www.ubuntu.com/ubuntu/features/ubuntu-software-centre">Software Center</a> per sostituirlo con quello che preferite! Uno degli aspetti più belli di usare Ubuntu è la grande libertà di scelta e varietà di opzioni che vi troverete davanti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Questo post è stato scritto a quattro mani da Silvia Bindelli (<em><em>ingegnere informatico)</em></em> e Monia Spinelli (<em>web developer e BI consultant presso Engineering). Silvia e Monia, oltre a una passione sfrenata per il software open source, fanno parte del gruppo Ubunto-Women.it. </em></em></p>
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		<title>Ubuntu 10.10: come si installa?</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 07:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>UbuntuWomen-it</dc:creator>
				<category><![CDATA[How-to]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[sistema operativo]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Per istallare Ubuntu Maverick Meerkat 10.10 basteranno pochi semplici click e il minimo indispensabile di competenze (sapere accendere il PC, inserire un CD e fare clic con il mouse )....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per istallare <strong>Ubuntu Maverick Meerkat 10.10</strong> basteranno pochi semplici click e il minimo indispensabile di competenze (sapere accendere il PC, inserire un CD e fare clic con il mouse <img src='http://www.girlgeeklife.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ).</p>
<h3>1. Scaricare CD con Ubuntu</h3>
<div id="attachment_4098" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/04/ubuntu01.jpg"><img class="size-full wp-image-4098  " title="Ubuntu - Schermata di avvio" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/04/ubuntu01.jpg" alt="" width="221" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;avvio dell&#39;installazione</p></div>
<p>Dal sito di <a href="http://www.ubuntu-it.org/index.php?page=download">Ubuntu</a> è possibile scaricare l&#8217;ultima edizione di Ubuntu e masterizzarla o copiarla su dispositivo USB.<br />
Masterizzate l&#8217;immagine di Ubuntu Maverick Meerkat 10.10 su un CD, quindi inseritelo nel computer sul quale desiderate installare il sistema operativo. E&#8217; possibile lanciare il cd di Ubuntu anche dal vostro sistema operativo, non necessariamente riavviando il computer.</p>
<p>Dopo pochi secondi sul monitor apparirà la schermata color aubergine.</p>
<h3>2. Benvenuto</h3>
<div id="attachment_4077" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/ubuntu2.jpg"><img class="size-full wp-image-4077 " title="Ubuntu - schermata iniziale" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/ubuntu2.jpg" alt="" width="221" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Schermata iniziale</p></div>
<p>Attendete qualche secondo e il processo di installazione avanzerà automaticamente alla pagina di benvenuto.</p>
<p>Dalla schermata che si presenta, selezionate la vostra lingua; scegliete “Prova Ubuntu” se volete provarlo e non siete ancora sicuri di voler installare il nuovo sistema, altrimenti selezionate “Installa Ubuntu”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>3. Scelta tra le possibili opzioni</h3>
<div id="attachment_4087" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/ubuntu3.jpg"><img class="size-full wp-image-4087" title="Ubuntu - Installazione" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/ubuntu3.jpg" alt="" width="221" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Valutazione dell&#39;hw prima dell&#39;avvio dell&#39;installazione</p></div>
<p>Nel momento in cui selezionate “Installa Ubuntu”, il software di installazione verificherà che lo spazio libero sull&#8217;hard disk sia sufficiente, che il computer non sia alimentato a batteria ma con la corrente, e che ci sia una connessione ad internet (non obbligatoria ma fortemente consigliata).<br />
Ubuntu non richiede risorse hardware all&#8217;avanguardia, funziona anche su computer di qualche anno fa.<br />
Selezionate le due voci in basso se volete scaricare gli aggiornamenti durante l&#8217;installazione e se desiderate installare software di terze parti. Procedete cliccando su “Avanti”.</p>
<h3>4. Installazione</h3>
<p>L&#8217;installazione di Ubuntu avverrà nei tre step successivi.<br />
Scegliete</p>
<ol>
<li>se destinare l&#8217;intero spazio su disco ad Ubuntu, (tipicamente si sceglie questa opzione in caso di un PC nuovo o da formattare),</li>
<li>se affiancarlo ad un altro sistema operativo già presente sul computer,</li>
<li>oppure per gli utenti più esperti è possibile specificare manualmente le partizioni. In quest&#8217;ultima modalità è possibile gestire le partizioni e i punti di mount e suddividere lo spazio secondo le proprie esigenze.</li>
</ol>
<p>Supponiamo di scegliere la prima opzione, come indicato nello screenshot sottostante, e di cancellare quindi l&#8217;intero contenuto del disco.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_4099" class="wp-caption aligncenter" style="width: 231px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/04/ubuntu4.jpg"><img class="size-full wp-image-4099" title="Ubuntu - Scelta dell'installazione su tutto il disco" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/04/ubuntu4.jpg" alt="" width="221" height="197" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Installazione su di un PC nuovo o da formattare</dd>
</dl>
</div>
<p>Clic su “Avanti” e successivamente su “Installa” per avviare l&#8217;installazione.<br />
Le due schermate successive serviranno a verificare la località in cui vi trovate per le impostazioni del fuso orario e la disposizione dei tasti sulla tastiera.<br />
Ora potete personalizzare la vostra installazione di Ubuntu inserendo il vostro nome, il nome del computer e le vostre credenziali di accesso (nome utente e password).</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_4101" class="wp-caption   aligncenter" style="width: 231px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/04/ubuntu5.jpg"><img class="size-full wp-image-4101" title="Ubuntu - Personalizzazione dell'installazione - Definizione dei dati dell'utente" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/04/ubuntu5.jpg" alt="" width="221" height="197" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Personalizzazione dell&#8217;installazione</dd>
</dl>
</div>
<p>Ultimo clic su “Avanti” e Ubuntu è pronto a darci il benvenuto.<br />
Mentre l&#8217;installazione procede è possibile leggere tutte le informazioni sulle novità e sulle funzionalità del nuovo sistema operativo e delle applicazioni già presenti al suo interno.</p>
<div id="attachment_4100" class="wp-caption aligncenter" style="width: 231px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/04/ubuntu6.jpg"><img class="size-full wp-image-4100" title="Ubuntu - Benvenuto" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/04/ubuntu6.jpg" alt="" width="221" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Benvenuto, con informazioni sulle funzionalità e sulle applicazioni</p></div>
<p>Ubuntu Maverick Meerkat è pronto per essere utilizzato!<br />
All&#8217;interno troviamo già tutto quello che ci serve per un uso quotidiano del pc: riproduttore multimediale (Rhythmbox), suite per la stesura di documenti e fogli di calcolo (Open Office), un programma per la posta (Evolution), il browser (Firefox), il software center (dove trovare altri programmi da istallare), e tante altre applicazioni utili.</p>
<div id="attachment_4102" class="wp-caption aligncenter" style="width: 231px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/04/ubuntu7.jpg"><img class="size-full wp-image-4102" title="Ubuntu - Si comincia" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/04/ubuntu7.jpg" alt="" width="221" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Schermata di avvio di Ubuntu</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>5. Riferimenti e link utili</h3>
<p>In questo post non è stato dato spazio alle funzionalità avanzate; per chi fosse interessato ad approfondire le parti non trattate, consiglio di guardare la documentazione sul sito di Ubuntu:</p>
<p><a href="http://www.ubuntu.com/">www.ubuntu.com</a><br />
<a href="http://www.ubuntu-it.org/">www.ubuntu-it.org</a></p>
<p>Sul libro Ubuntu Linux 10.10 di Flavia Weisghizzi e Luca Ferretti (e su altre guide che potete reperire facilmente sul web) potete trovare le stesse informazioni e tutto ciò che c&#8217;è da scoprire su Ubuntu.</p>
<p>Buon lavoro e buon divertimento a tutti, e un gran benvenuto nel fantastico mondo di Ubuntu!</p>
<p><em>La terza parte della serie dedicata a Ubuntu è stata scritta da </em><em><a href="http://www.linkedin.com/in/MoniaSpinelli">Monia Spinelli</a> web developer e BI consultant presso Engineering. Monia è da tempo appassionata di Open Source ed è membro del gruppo Ubuntu Woman.</em></p>
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		<title>Intervista a Flavia Weisghizzi responsabile rapporti con la stampa della Comunità Ubuntu Italia</title>
		<link>http://www.girlgeeklife.com/2011/03/intervista-a-flavia-weisghizzi-di-ubuntu/</link>
		<comments>http://www.girlgeeklife.com/2011/03/intervista-a-flavia-weisghizzi-di-ubuntu/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 08:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Pavan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Meet the Geek]]></category>
		<category><![CDATA[Flavia Weisghizzi]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu women project]]></category>

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		<description><![CDATA[Flavia Weisghizzi vive e lavora a Roma come speaker e critica letteraria. Da alcuni anni si occupa del mondo dell&#8217;Open Source, in particolare di Ubuntu di cui fa parte della...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.linkedin.com/in/weisghizzi" target="_blank">Flavia Weisghizzi </a>vive e lavora a Roma come speaker e critica letteraria.</p>
<p>Da alcuni anni si occupa del mondo dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source" target="_blank">Open Source</a>, in particolare di <a href="http://www.ubuntu-it.org/" target="_blank">Ubuntu </a>di cui fa parte della comunità italiana, è traduttore e si occupa dei rapporti con la stampa della Comunità.</p>
<p>I suoi hobbies sono i viaggi, lo studio delle danze bretoni e scozzesi, l&#8217;arte contemporanea e la cinematografia.</p>
<div id="attachment_3959" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3959" title="Flavia Weisghizzi di Ubuntu" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/flavia3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Flavia Weisghizzi di Ubuntu</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come è nata la tua passione per <a href="http://www.ubuntu-it.org/" target="_blank">Ubuntu </a>e cosa ti ha spinto a diventare membro della comunità italiana?</strong></p>
<p>Il mio interesse per il software libero nasce nel 2000, subito dopo la laurea. Ero in una piccola redazione di un magazine on-line e mi fu chiesto di scrivere qualcosa sulla suite <a href="http://www.staroffice.com/" target="_blank">StarOffice</a> che era appena uscita.</p>
<p>Ho quindi cominciato ad approfondire in particolare le potenzialità delle licenze Open  e il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Copyleft" target="_blank">copyleft </a>per la diffusione dell&#8217;arte nel rispetto della paternità dell&#8217;opera.</p>
<p>Da lì a provare un po&#8217; di distribuzioni <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linux" target="_blank">Linux </a>il passo è stato breve, ma solo con <a href="http://www.ubuntu-it.org/" target="_blank">Ubuntu </a>mi sono trovata a mio agio davvero. Era appena uscita la release 7.04, mi iscrissi al forum di supporto: <a href="http://www.ubuntu-it.org/" target="_blank">Ubuntu </a>offre un sistema operativo e uno sterminato archivio di software assolutamente gratuiti, e mi sembrava doveroso fare la mia parte per contribuire a mia volta.</p>
<p><strong>Quali sono i principali progetti di cui ti stai occupando per <a href="http://www.ubuntu-it.org/" target="_blank">Ubuntu</a>?</strong></p>
<p>Principalmente curo il rapporto con la stampa la comunicazione di <a href="http://www.ubuntu-it.org/" target="_blank">Ubuntu </a>e della nostra Comunità, partecipando a conferenze ed eventi come <a href="http://www.smau.it" target="_blank">SMAU</a>, o andando nelle varie università,  oppure essendo ospite di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linux_User_Group" target="_blank">LUG</a>.</p>
<p>Grazie all&#8217;attenzione delle GGD poi sono riuscita a coniugare questa attività con il progetto <a href="http://wiki.ubuntu-women.org/It" target="_blank">Ubuntu Women-it</a>, nato grazie alla collaborazione di <a href="http://www.linkedin.com/in/silviabindelli" target="_blank">Silvia Bindelli. </a></p>
<p><strong>Hai pubblicato i libri <a href="http://www.hoepli.it/libro/ubuntu-linux--910-guida-compatta/9788820344092.asp" target="_blank">Ubuntu Linux 9.10</a> e <a href="http://www.hoepli.it/libro/ubuntu-linux-1010-guida-compatta/9788820346461.asp" target="_blank">Ubuntu Linux 10.10. </a>Com’è nata l’idea?</strong></p>
<p>Tutto è nato dall&#8217;interesse di <a href="http://www.hoepli.it/" target="_blank">Hoepli </a>verso la nostra Comunità: mandarono al Consiglio una proposta per un libro e dato il mio lavoro sono stata interpellata io. Ma senza la collaborazione di <a href="http://www.linkedin.com/in/lucaferretti" target="_blank">Luca Ferretti </a>e di tutta la Comunità non sarebbe stato un lavoro altrettanto soddisfacente.</p>
<p><strong>Oltre ad <a href="http://www.ubuntu-it.org/" target="_blank">Ubuntu</a>, sei una persona molto impegnata: critica letteraria, speaker radiofonica, blogger. Quali strategie utilizzi per organizzarti al meglio?</strong></p>
<p>A volte mi sento un pochino un&#8217;equilibrista e ancor di più sembra impossibile conciliare cose così differenti, ma tutto diventa semplice se lo vediamo alla luce di due semplici concetti: la curiosità intellettuale e la passione.</p>
<p>Il mondo open dietro il codice ha un brulichio di idee, di stimoli, di spunti di riflessione. È possibile considerarlo in qualche modo un&#8217;avanguardia culturale, vera, autentica, da cui è possibile contaminare la cultura “ufficiale”.</p>
<p><strong>Tra i traguardi che hai realizzato finora, quale consideri il tuo successo più grande?</strong></p>
<p>Ci sono molti traguardi che mi rendono orgogliosa del mio lavoro, dalla nomina al Consiglio alla pubblicazione del libro con Mondadori. Reputo comunque che il mio successo più grande sia ogni volta che riesco a rendere qualcuno più curioso o più consapevole, perché  significa aver seminato qualcosa. È una forma di condivisione del sapere: basta andare a guardare i grandi progetti<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source" target="_blank"> Open Source</a>, da <a href="http://www.wikipedia.org/" target="_blank">Wikipedia </a>a <a href="http://it.wordpress.com/" target="_blank">WordPress</a>.</p>
<p><strong>Quali sono i siti, le applicazioni online, i device che vorresti consigliare alle Girl Geek?</strong></p>
<p>Vorrei suggerire a tutte i siti <a href="http://www.fsugitalia.org/donne/doku.php " target="_blank">http://www.fsugitalia.org/donne/doku.php</a> per il progetto donne@softwarelibero.it,  che unisce tutte le donne che collaborano al mondo del <a href="http://www.flossproject.org/" target="_blank">FLOSS, </a>e naturalmente <a href="http://wiki.ubuntu-it.org/GruppoPromozione/UbuntuWomen" target="_blank">http://wiki.ubuntu-it.org/GruppoPromozione/UbuntuWomen</a> per il mondo di <a href="http://www.ubuntu-it.org/" target="_blank">Ubuntu</a>.</p>
<p>Per quanto riguarda invece i device, oltre al classico smartphone con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Android" target="_blank">Android</a>, non potrei fare a meno del mio ebook reader: piccolo, leggero, compatto, touchscreen: è riconosciuto come un device usb ma insieme a <a href="http://calibre-ebook.com/" target="_blank">Calibre</a>, il programma con il quale lo utilizzo, è possibile scaricare e avere sempre con sé libri e archivi delle più importanti testate nazionali e internazionali.</p>
<p><strong>Quali passioni riesci a coltivare nel tuo tempo libero?</strong></p>
<p>Non ho moltissimo tempo libero purtroppo, ma cerco di utilizzarlo al meglio!</p>
<p>Una mia grande passione è l&#8217;arte contemporanea. Poi lo yoga, che ho conosciuto da relativamente poco ma mi sta dando tantissimo. Infine, specie d&#8217;estate,  mi siedo in riva al mare, in attesa del vento giusto per prendere la tavola e fare kite.</p>
<p><strong>Che consiglio daresti alle Girl Geek che vogliano seguire una carriera come la tua?</strong></p>
<p>Il primo consiglio è di non credere di non avere qualità che possano essere spendibili nel mondo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Floss" target="_blank">FLOSS</a>.</p>
<p>Partite da un piccolo progetto, iscrivetevi a una mailing list, a un forum,  chiedete, chiedete, curiosate, fatevi vive, lasciatevi coinvolgere: in Ubuntu in particolare c&#8217;è una grande attenzione alla partecipazione femminile per cui ogni proposta è ben accetta. Basta aver voglia e provare!</p>
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		<title>Ubuntu, un sistema operativo per tutti</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 08:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>UbuntuWomen-it</dc:creator>
				<category><![CDATA[How-to]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[sistema operativo]]></category>
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		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Linux per tutti. Questo l&#8217;obiettivo per cui è nato Ubuntu, quello di portare Linux sul computer di ciascuno, anche il meno tecnico, il meno &#8220;smanettone&#8221; degli utenti, così come abbiamo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Linux per tutti.</strong> Questo l&#8217;obiettivo per cui è nato Ubuntu, quello di portare Linux sul computer di ciascuno, anche il meno tecnico, il meno &#8220;smanettone&#8221; degli utenti, così come abbiamo ampliamente descritto nel <a title="Ubuntu, un’introduzione" href="http://www.girlgeeklife.com/2011/02/ubuntu-unintroduzione/">post precedente</a>.</p>
<p><strong>Gli obiettivi</strong></p>
<p>Il progetto di Ubuntu e la comunità che lo porta avanti sono guidati da un obiettivo preciso: quello di far sì che <strong>ogni utente sia in grado di eseguire ma anche migliorare il software che usa</strong>; che abbia a disposizione i programmi nella propria lingua; che possa usarli indipendentemente da suoi eventuali handicap.</p>
<p><strong>Il sistema operativo</strong></p>
<p><img class="size-medium wp-image-3818 alignleft" title="ubuntu" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/ubuntu-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" />Ubuntu è un sistema operativo <strong>Linux</strong> basato su <strong><a title="Debian" href="http://www.debian.org/">Debian</a></strong> e rilasciato con <strong><a title="GNU GPL" href="http://it.wikipedia.org/wiki/GNU_General_Public_License">licenza GNU GPL</a></strong>. Questo significa, tra le altre cose, che è <strong>gratuito</strong> e, soprattutto, che il suo <strong>codice sorgente</strong> è a <strong>disposizione</strong> di chiunque abbia voglia di studiarlo o <strong>personalizzarlo</strong>.<br />
Ne esistono diverse edizioni: per portatili, desktop e anche per i server.</p>
<p>Uno degli aspetti più interessanti è che contiene al suo interno già tutti i <strong>principali programmi di cui potresti avere bisogno</strong>, così appena installato è già pronto! Tra i software inclusi ci sono la suite completa di <a href="http://www.libreoffice.org/download/">Libre Office</a>, programmi per disegnare e anche programmi per gestire in un unico software tutti i social network che segui (come <a href="http://gwibber.com/">Gwibber</a>, che approfindiremo nei prossimi mesi).</p>
<p><strong>Provare Ubuntu</strong></p>
<p>Il cd di Ubuntu contiene solo software libero, quindi puoi copiarlo tutte le volte che vuoi e darlo a chi vuoi. Inoltre è fatto in modo da darti la possibilità di <strong>provare Ubuntu direttamente dal cd</strong>, senza necessità di andare a toccare il tuo hard disk. In altre parole, se hai un computer con installato Windows od OS X, puoi provare Ubuntu semplicemente inserendo il cd, senza formattare l&#8217;hard disk e quindi senza andare a toccare il tuo computer ed il sistema operativo che stai usando.</p>
<p><strong>Installare Ubuntu</strong></p>
<p>Se poi ti ha convinto e decidi di installarlo, Ubuntu <strong>convive</strong> tranquillamente con <strong>altri sistemi operativi</strong> presenti sullo stesso hard disk: in altre parole puoi mantenere il tuo sistema operativo anche dopo aver installato Ubuntu, e <strong>all&#8217;avvio del computer</strong> un menu ti consentirà di scegliere cosa vuoi avviare. E&#8217; anche possibile <strong>condividere partizioni</strong> del tuo hard disk tra i diversi sistemi operativi installati, così per esempio da Ubuntu potrai accedere ai dati salvati nelle cartelle del tuo altro sistema operativo.</p>
<p><strong>Gli aggiornamenti</strong></p>
<p>Un aspetto importante di Ubuntu è che riesce ad essere sempre nuovo. Oltre ai continui aggiornamenti resi disponibili periodicamente, Ubuntu esce con una nuova versione una volta <strong>ogni 6 mesi</strong>, ad aprile e ottobre di ogni anno. Ogni nuova release porta delle novità: vengono rinnovati i programmi esistenti ma spesso vengono inseriti programmmi completamente nuovi. In questo modo riesce ad essere &#8220;al passo coi tempi&#8221;. Gwibber, per esempio, è un software che consente di gestire in un unico punto tutti i social network cui siamo iscritti, aggregando le news che riceviamo, ed è stato introdotto nell&#8217;installazione base della release 10.04 uscita ad aprile dello scorso anno.</p>
<p><strong>Le versioni</strong></p>
<p>Ubuntu si propone come un sistema operativo per tutti, ma non è facile accontentare tutti in un colpo solo! Per questo Ubuntu offre diverse versioni, e ciascuna di esse è altamente personalizzabile. Le diverse versioni di Ubuntu prendono il nome di &#8220;derivate&#8221;. Tre sono quelle ufficialmente riconosciute da Canonical, lo &#8220;sponsor&#8221; di Ubuntu: <em>Kubuntu</em>, <em>Edubuntu</em> e <em>Server Edition</em>.</p>
<p><strong>Edubuntu</strong> è pensata per i <strong>bambini</strong>, quindi include già, oltre ai programmi standard, una serie di programmi e giochi educativi. Per questo motivo è particolarmente indicata per le aule informatizzate delle scuole.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3833" href="http://www.girlgeeklife.com/2011/03/ubuntu-un-sistema-operativo-per-tutti/kubuntu-9-04-desktopeffects/"><img class="alignleft size-medium wp-image-3833" title="Kubuntu-9.04-DesktopEffects" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/Kubuntu-9.04-DesktopEffects-300x187.png" alt="" width="300" height="187" /></a><br />
<strong>Kubuntu</strong> invece nasce proprio dalla <strong>libertà di personalizzazione</strong> di Ubuntu: è possibile infatti scegliere il Desktop Environment che vogliamo per il nostro sistema operativo, dove per DE (Desktop Environment) si intende l&#8217;insieme dell&#8217;interfaccia grafica e delle applicazioni che contiene. Quello di default in Ubuntu è GNOME, ma è possibile scegliere tra diverse alternative. Tra queste KDE è la più diffusa, tanto da dar vita ad una derivata ufficiale, Kubuntu.</p>
<p><strong>Le caratteristiche hardware per ospitare Ubuntu</strong></p>
<p>Un&#8217;altro dei vantaggi di Ubuntu è il fatto che richiede risorse limitate per funzionare correttamente, il che lo rende adatto anche a chi possiede hardware meno nuovo. Attualmente bastano:</p>
<ul>
<li>Processore 700 MHz x86</li>
<li>384 MB di RAM</li>
<li>8 GB di spazio libero su disco</li>
<li>Scheda grafica con una risoluzione minima pari a 1024&#215;768</li>
<li>Scheda audio</li>
<li>Connessione Internet</li>
</ul>
<p><strong>La localizzazione</strong></p>
<p>Ubuntu è gratuito e lo sarà sempre, ed è tradotto in quasi<strong> tutte le lingue del mondo </strong>grazie ad una comunità di volontari estesa ad entusiasta: chi traduce il software è chi parla la tua stessa lingua ed usa Ubuntu in prima persona, per questo le <strong>traduzioni</strong> hanno sempre un livello di qualità molto alto. E se trovi qualcosa che non funziona, nei programmi o nelle traduzioni, non hai che da <strong>segnalarlo</strong>! C&#8217;è tutta una comunità pronta a controllare le tue segnalazioni, così come ad aiutarti e darti supporto in qualunque difficoltà potresti incontrare attraverso forum, email o chat.</p>
<p><strong>Cosa aspetti a provarlo? Lo puoi scaricare da <a href="http://www.ubuntu-it.org/index.php?page=download">qui</a>!</strong></p>
<p>E in caso facci sapere nei commenti com&#8217;è andata.</p>
<p><em>Questo secondo articolo su Ubuntu, è stata scritto da  <em><a href="http://flavours.me/SilviaBindelli">Silvia Bindelli</a>,</em><em> ingegnere informatico con la passione per l’open source e coordina con Flavia Weisghizzi il progetto UbuntuWomen-it.</em></em></p>
<p><em>Il primo articolo della serie è: &#8220;<a href="http://www.girlgeeklife.com/2011/02/ubuntu-unintroduzione/">Ubunto un&#8217;introduzione</a>&#8220;.</em></p>
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		<title>Ubuntu, un&#8217;introduzione</title>
		<link>http://www.girlgeeklife.com/2011/02/ubuntu-unintroduzione/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 08:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>UbuntuWomen-it</dc:creator>
				<category><![CDATA[How-to]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu women project]]></category>

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		<description><![CDATA[Ubuntu è un sistema operativo basato su Linux. È un sistema open source e quindi accoglie e promuove la filosofia del FLOSS,  una filosofia che fa della libertà, e della...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3431" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-3431" href="http://www.girlgeeklife.com/2011/02/ubuntu-unintroduzione/5081764337_04e4294e95/"><img class="size-medium wp-image-3431 " title="Coffee-Cup-ubuntu di Israelmgo" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/5081764337_04e4294e95-300x237.jpg" alt="Coffee-Cup-ubuntu1 di Israelmgo" width="300" height="237" /></a><p class="wp-caption-text">Coffee-Cup-ubuntu1 di Israelmgo</p></div>
<p><a href="http://www.ubuntu-it.org/">Ubuntu</a> è un sistema operativo basato su <strong>Linux</strong>. È un sistema <strong>open source</strong> e quindi accoglie e promuove la filosofia del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Free_and_Open_Source_Software">FLOSS</a>,  una filosofia che fa della <strong>libertà</strong>, e della libertà di scelta in particolar modo, la chiave di interpretazione del mondo, e non solo del mondo informatico.</p>
<h5>Linux for Human beings.</h5>
<p>Ma Ubuntu è di più. È anche e spesso verrebbe da dire soprattutto, una <strong>comunità</strong>. È un insieme di persone, che nelle loro peculiarità, nelle loro diversità, va ben oltre la somma di ciascuno di esse.<br />
La scelta di Ubuntu è stata, fin dall&#8217;inizio, caratterizzata dall&#8217;essere e dal voler essere <em><strong>user friendly</strong></em>: &#8220;Linux for Human beings&#8221;, o come è stato tradotto in italiano, &#8220;Linux per tutti&#8221;.</p>
<p>Questo approccio, significativamente differente rispetto a quello di molte altre distribuzioni Linux, ha comportato una modificazione profonda negli utenti-tipo, che non sono quindi sono esperiti di informatica, ma anche persone normali che lentamente si sono incontrate nelle piazze virtuali offerte dalla rete. Mailing list prima e poi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_Relay_Chat">IRC</a> e forum a seguire, sono stati e sono ancora punti di accesso privilegiato dei <strong>nuovi utenti di Ubuntu</strong>.</p>
<h5>La comunità di Ubuntu.</h5>
<p>Allontanandosi quindi progressivamente da quella che era una comunità di informatica fatta di esperti, sono nate anche esigenze diverse in seno alla stessa comunità, che lentamente <strong>ha accolto </strong>non solo  sviluppatori quindi, ma anche<strong> traduttori, grafici, redattori di guide</strong>, persone capaci di dare supporto a chi si avvicinava a questo mondo.</p>
<p>La comunità di Ubuntu nasce all&#8217;interno dello stesso processo, è costituita dalle diverse comunità nazionali o linguistiche e ha uno scopo ben preciso: risolvere il bug numero 1.</p>
<h5>Il bug numero 1.</h5>
<p>Bug numero1: così <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_Shuttleworth">Mark Shuttleworth</a>, il papà di Ubuntu, ha chiamato il suo sogno di <strong>mettere un Ubuntu su ogni PC</strong>. Un sogno? O una concreta possibilità che va ad anticipare le tendenze del mondo informatico?</p>
<p>Certamente il mondo Open Souce presenta al momento degli aspetti indubbiamente attraenti e delle caratteristiche che non possono essere trascurate nel momento in cui si immagini il sistema del futuro.</p>
<p>A partire dall&#8217;indubbio vantaggio di avere un codice in costante evoluzione, continuamente sottoposto a un controllo accuratissimo da parte di migliaia di sviluppatori e testato da decine di migliaia di utenti che ne garantiscono la qualità e la pulizia, un codice che è possibile copiare, condividere, riutilizzare, impacchettare, cedere gratuitamente o anche vendere, al bisogno.</p>
<h5>Le quattro promesse di Ubuntu.</h5>
<p>In questo senso la proposta di Ubuntu è chiara e esplicitamente espressa dalle quattro promesse di Ubuntu:</p>
<ul>
<li>Ubuntu non sarà <strong>mai a pagamento</strong> e non è prevista alcuna quota aggiuntiva per l&#8217;edizione &#8220;enterprise&#8221;.</li>
<li>Ubuntu comprende il <strong>meglio</strong> che la comunità del software libero offre in termini di traduzioni e infrastrutture per l&#8217;accesso universale, così da rendere Ubuntu utilizzabile dal maggior numero di utenti possibile.</li>
<li>Ubuntu è rilasciato <strong>regolarmente a scadenze previste</strong>; ogni 6 mesi viene resa disponibile una nuova versione che verrà supportata per almeno 18 mesi.</li>
<li>Ubuntu è votato completamente ai <strong>principi del software libero e open source</strong>; gli utenti sono incoraggiati all&#8217;uso, al miglioramento e alla diffusione del software libero e open source.</li>
</ul>
<p>Semplici elementi che indicano le basi dell&#8217;architettura costituita da Ubuntu e dalla sua comunità.</p>
<h5>Chi c&#8217;è dietro Ubuntu</h5>
<p>Ubuntu infatti, è bene ricordarlo, nasce dagli sforzi convergenti di due soggetti: <a href="http://www.canonical.com/"><strong>Canonical Ltd.</strong></a> che ne costituisce la parte commerciale e che attraverso i suoi investimenti assicura continuità, omogeneità e innovazione al sistema operativo garantendo gli alti standard qualitativi che lo contraddistinguono, e la <strong>comunità degli utenti di Ubuntu</strong> che contribuisce anch&#8217;essa fattivamente a vari aspetti dello sviluppo e della diffusione del Sistema Operativo.</p>
<p>Questa scelta da parte di Ubuntu porta come diretta conseguenza il fatto che il bacino di utenza di Ubuntu è, per forza di cose, ampio e variegato.</p>
<p>Ubuntu ha scelto di essere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linux">Linux</a> per tutti ma perché questo sia davvero possibile, è necessario avvicinarsi agli utenti cercando di superare prima di tutto il gap linguistico.</p>
<h5>Le comunità locali.</h5>
<p>Ecco perché accanto alla comunità internazionale, naturalmente in lingua inglese, di poco successivamente alla nascita di Ubuntu si sono venute a formare le varie comunità locali.</p>
<p>Le comunità di Ubuntu si fondano su un doppio principio, la <strong>meritocrazia</strong> e quello che viene comunemente chiamato do-ocracy, ovvero il “peso” di ciascun membro dipende dal tempo e dalla qualità del lavoro che svolge all&#8217;interno della comunità.</p>
<p>Ogni aspetto dello sviluppo della comunità è rilevante e per questo le singole comunità sono divise in diversi gruppi di lavoro coordinate da un Consiglio della Comunità che fa riferimento al Community Council.</p>
<h5>Le comunità in Italia</h5>
<p>In Italia i gruppi della comunità si occupano del documentazione, del sito, di IRC e del forum (gruppi di supporto) della traduzione del marketing e dello sviluppo e i recenti <strong><a href="http://wiki.ubuntu-it.org/GruppoTest">gruppo Test</a> </strong>e gruppo <a href="http://ubuntu-women.org/"><strong>Ubuntu Women</strong></a>.</p>
<p>Questo ultimo gruppo in particolare, nato come branca localizzata del progetto internazionale ha lo scopo di avvicinare le donne al mondo di Ubuntu, creando le condizioni di un accesso e di un luogo di dibattito privilegiato.</p>
<p>La volontà di combattere ogni possibile discriminazione e di cercare di offrire a chiunque sia desideroso di partecipare alla comunità un clima sereno in cui lavorare, è stato recentemente riaffermato dall&#8217;approvazione di un codice contro le molestie, di qualsiasi tipo, fisiche e verbali, che viga in particolar modo durante gli USD, gli <strong>Ubuntu Developer Summit</strong> che regolarmente si tengono per far incontrare sviluppatori e contributor di tutto il mondo: un passo importante per la piena partecipazione di ciascuno, nel rispetto dei propri limiti e potenzialità.</p>
<p><em>Inizia da oggi una collaborazione con la comunità italialiana di Ubuntu. Il primo articolo l&#8217;ha scritto per noi </em><a href="http://it.linkedin.com/in/weisghizzi"><em>Flavia Weisghizzi</em></a><em>, responsabile della comunicazione di  Ubuntu Italia, membro ufficiale Ubuntu e del consiglio di ubuntu-it, è anche membro attivo del progetto Ubuntu Women.</em></p>
<p><em><span style="font-style: normal;">Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/israelmgo/"><strong>Israelmgo</strong></a></span></em></p>
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		<title>Il software libero ha il corpo e l&#8217;anima delle donne</title>
		<link>http://www.girlgeeklife.com/2010/11/il-software-libero-ha-il-corpo-e-lanima-delle-donne/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 08:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>UbuntuWomen-it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[donne@softwarelibero.it]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[programmatrici]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi lo ha detto che i programmatori sono uomini? Nessuno, anche perché la computazione libera ha sempre più spesso le forme e il viso di una donna, o meglio di tutte le...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi lo ha detto che i programmatori sono uomini? Nessuno, anche perché la computazione libera ha sempre più spesso le forme e il viso di una donna, o meglio di tutte le partecipanti di &#8220;<a href="mailto:donne@softwarelibero.it">donne@softwarelibero.it</a>&#8220;.</p>
<p>Dopo il <a href="http://www.girlgeeklife.com/2010/09/duccit10-lincontro-tra-le-comunita-italiane-di-debian-e-ubuntu/">DUCC-IT 2010</a> che si è tenuto a Perugia dal 17 al 19 Settembre 2010, <strong>un gruppo di programmatrici ha deciso di unire le forze in nome dell&#8217;Open Source</strong> e dare vita a una rete di collaborazione al femminile trasversale. Il mezzo di aggregazione scelto è quello della <a href=" http://lists.softwarelibero.it/cgi-bin/mailman/listinfo/donne">Mailing List</a>, lo scopo raccogliere idee e materiale da tutte le <strong>donne coinvolte in progetti di software libero</strong>, anche se gli uomini non saranno certo ghettizzati.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_2730" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.ipernity.com/doc/milo/9059614"><img title="Debian &amp; Ubuntu Women_500" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/Debian-amp-Ubuntu-Women_500-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Debian &amp; Ubuntu Women di Milo Casagrande</dd>
</dl>
</div>
<p><a href="mailto:Donne@softwarelibero.it">Donne@softwarelibero.it</a> vuole anche<strong> incoraggiare la partecipazione femminile al mondo del free software in Itali</strong>a, dando maggiore visibilità a chi già se ne occupa e favorendo il networking attraverso incontri e discussioni sul tema, condotti da speaker (donne) per presentare progetti, condividere esperienze e conoscenza. Il gruppo è attivo anche attraverso un <a href="http://www.fsugitalia.org/donne/doku.php">Wiki</a> e ci tiene a proporsi come luogo ideale di confronto e dibattito.</p>
<p>Per chi fosse interessato è anche possibile consultare gli <a href="http://lists.softwarelibero.it/pipermail/donne/">archivi pubblici</a> della mailing list e dare un&#8217;occhiata alle <a href="http://http://www.fsugitalia.org/donne/doku.php?id=faq">FAQ</a> online.</p>
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