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	<title>Girl Geek Life &#187; intervista</title>
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	<description>Il magazine delle ragazze appassionate di tecnologia</description>
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		<title>La rinascita delle avventure grafiche: intervista a Eleonora Bottini</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 08:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Rossi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si è ancora conclusa la <a href="http://www.kickstarter.com/projects/66710809/double-fine-adventure">campagna record di Kickstarter fatta da Tim Schafer</a> – ex LucasArts che ci ha portato le meravigliose avventure di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Monkey_Island_(series)">Monkey Island</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Full_Throttle_(1995_video_game)">Full Throttle</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Grim_Fandango">Grim Fandango</a> – che la febbre per le <strong>avventure grafiche</strong> è sempre più alta. Chi ha giocato a titoli punta e clicca vede nella distribuzione digitale e nel crowdfunding la speranza di una <strong>rinascita di un genere</strong> per anni ignorato dal mercato di massa e quindi dalle case di produzione e distribuzione.</p>
<div id="attachment_6134" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-6134" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/03/eleonora_bottini.png" alt="" width="200" height="265" /><p class="wp-caption-text">Eleonora Bottini</p></div>
<p>Se questo è il panorama internazionale, anche da noi le prospettive per le avventure grafiche <em>made in Italy</em> sembrano germogliare. Ce ne parla <strong>Eleonora Bottini</strong>, game designer, art director e scriptwriter di <a href="http://games.nhim.eu/it/nandosworld">Nando&#8217;s World</a>, avventura punta e clicca creata dal team italiano <strong>NHIM games</strong>.</p>
<p><strong>Da una prima occhiata al tuo percorso formativo emerge un forte interesse in questioni psicologiche e sociali. Come sei approdata al mondo della produzione dei videogiochi?</strong></p>
<p>Sono appassionata di narrazioni. Oltre a studiare a livello psicologico la loro funzione in contesti sociali, mi piace scrivere e immaginare storie. Questi due tipi di interessi verso la narrazione mi hanno fatto giungere al mondo dei videogiochi, che mi ha sempre affascinato per la particolare dimensione ludica, di<strong> apprendimento, competizione e</strong> <strong>immersione in mondi immaginari</strong>.</p>
<p><strong>In che modo la tua formazione psicologica influenza il tuo lavoro di game designer e scriptwriter? Come si intrecciano psicologia, narrazione e videogiochi?</strong></p>
<p>La mia formazione mi aiuta nel costruire personaggi e gruppi con una loro vita psichica. Gruppi con una propria identità, basata su particolari strategie di difesa nei confronti di desideri e di angosce della contemporaneità (desideri e angosce connessi ai cambiamenti sociali generati anche dall&#8217;innovazione tecnologica). E nel costruire personaggi con una propria personalità, modi di fare e pensieri connessi al ruolo che hanno assunto nel gruppo. Nella concezione psicologica che utilizzo come principale riferimento, le narrazioni hanno un valore vitale per la mente del gruppo e dell&#8217;individuo. Il concetto fulcro di riferimento è la funzione del &#8220;sognare&#8221; elaborata dallo psicoanalista inglese <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wilfred_Bion">Wilfred Bion</a>.</p>
<p>&#8220;Sognare&#8221; viene inteso come attività psichica di base, non comprende solamente i sogni che facciamo durante il sonno, ma tutta una serie di attività elaborative e creative del pensiero, messe in gioco da ogni individuo per metabolizzare gli stimoli esterni, interni e le relazioni tra questi. &#8220;Sognare&#8221; è <strong>mettere in relazione immagini, emozioni, pensieri</strong>. È una creazione di legami psichici interni, i quali (a loro volta) danno luogo a narrazioni. Performance culturali come il teatro, la letteratura e anche i videogiochi, sono attività che stimolano questa funzione mentale del &#8220;sognare&#8221;. Per me, oltre le differenze, c&#8217;è una significativa connessione tra questioni sociali, psicologiche e mondo dei videogiochi, dovuta alla comune necessità umana di creare legami tra immagini, pensieri, storie al fine di fare un&#8217;esperienza, provare emozioni ampliando il proprio vissuto. È questo ciò che mi affascina. Come costruiamo i nostri &#8220;sogni&#8221; e partecipiamo a quelli degli altri per farne un nostro personale sogno-esperienza.</p>
<p><strong>Raccontaci un po&#8217; di Nando&#8217;s World. Da dove è nata l&#8217;idea di questa avventura? </strong></p>
<p>Nando&#8217;s World è un&#8217;avventura punta e clicca nata da un&#8217;idea mia e di Alberto Venditti, fondatore con Luca Vittucci della <strong>NHIM Srl</strong>. Insieme ad Alberto sono ideatrice, game designer e art director del gioco. Sono anche scriptwriter. L&#8217;idea del gioco è nata più di due anni fa in un bar di Trastevere, uno di quelli frequentati da persone del posto, non turistici. Alberto ed io riflettevamo su una possibile storia per un videogioco e quasi subito ci venne in mente un vecchietto, in un futuro non troppo lontano, in una società che ha dimenticato la vecchiaia.</p>
<div id="attachment_6135" class="wp-caption alignright" style="width: 293px"><img class="size-large wp-image-6135" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/03/nando_world-283x400.png" alt="" width="283" height="400" /><p class="wp-caption-text">Nando&#039;s World</p></div>
<p>Nel mondo di Nando <strong>invecchiare è proibito</strong>, per evitarlo è necessario assumere la pasticchetta <strong>Yo-Yo-Fe</strong> (Young Young Forever). Chi si rifiuta di farlo viene confinato nel Deserto Vuoto-Sacro 78c in &#8220;Città per vecchi&#8221;, cittadine dalle casette colorate, controllate dalle Guardie della Preservazione Giovinezza Artificiale. Nessuno lo afferma, perché ci sono interessi economici in ballo, ma è possibile (anche se non dimostrato) che prendere lo Yo-Yo-Fe impedisca di continuare a fare esperienza, cambiare ed evolversi.</p>
<p>La storia richiama alcuni geniali romanzi, come <em>Fahrenheit 451</em> di Ray Bradbury, o <em>1984</em> di George Orwell, o ancora <em>Ma gli androidi sognano pecore elettriche?</em> di Philip Dick. Autori che ammiro per tanti motivi e per la capacità di narrare<strong> come paradossi della società possano ostacolare l&#8217;esperienza individuale del sentirsi umani</strong>. In Nando&#8217;s World abbiamo ripreso uno scenario che richiamasse questo genere di storie, per narrare, in maniera favolistica, strategie per preservare il proprio senso di sentirsi umani. Strategie che possono sembrare assurde se viste dall&#8217;esterno, da chi è diverso. Per questo motivo, tra i tanti luoghi che possono esistere nel mondo di Nando, ci siamo soffermati sulla rappresentazione di contesti non conformisti.</p>
<p>Ci siamo ispirati anche ad Hayao Miyazaki per tentare di rappresentare la vita delle comunità nei luoghi che Nando attraversa. Amiamo, tra le tante capacità artistiche dell&#8217;autore giapponese, quella di <strong>costruire luoghi con una loro anima, uno spirito, un&#8217;identità</strong>.</p>
<p><strong>A che punto dello sviluppo siete e quali sono i principali ostacoli che state affrontando in questa fase del progetto?</strong></p>
<p>Adesso stiamo dando gli ultimi ritocchi grafici alle scene, finendo di montare gli asset, e facendo il beta testing. Più che negli ostacoli, la difficoltà sta nella complessità del prodotto, costituito da <strong>scene dipinte a mano</strong> proiettate in uno spazio tridimensionale, personaggi 3d con sofisticate animazioni, cinematiche in graphic novel per i video in-game, <strong>colonna sonora originale suonata da un gruppo di strumentisti</strong> (tromba, basso tuba, sax, pianoforte, voce, violoncello, mandolino e oboe).</p>
<p>Oltre alla complessità del prodotto, c&#8217;è poi la complessità della comunicazione con il team. <strong>Quasi tutto il lavoro viene svolto online</strong>; con i collaboratori stranieri abbiamo iniziato a lavorare prima di incontrarci di persona. È un grande lavoro realizzare una comunicazione e un&#8217;organizzazione che permettano di costruire un prodotto armonico con una sua specifica identità.</p>
<p><strong>Quale piattaforma di gioco scegli tra computer, iPhone e console? Quali sono i tuoi titoli preferiti e quali sono i personaggi che più hai apprezzato per originalità e complessità?</strong></p>
<p>Computer. Mi hanno colpito soprattutto le ambientazioni, per fantasia e originalità in <em>Grim Fandango</em> e per armonia e gusto dell&#8217;intrattenimento in <em>Sam &amp; Max</em>.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda i personaggi, ti sembra che i soliti stereotipi di genere vengano perpetrati dall&#8217;industria videoludica oppure le cose stanno cambiando?</strong></p>
<p>La tendenza generale è riprodurre stereotipi di genere, soprattutto nei personaggi femminili. È una questione culturale molto ampia; nella società sono stati necessari anni di lotte politiche e sociali perché si realizzassero cambiamenti sulle questioni di genere. Nel mondo dell&#8217;industria, considerato nella sua globalità al di là di scelte di gruppi particolari, le cose tendono a cambiare nel momento in cui diventa chiaro che sia possibile trarne benefici economici. In questa situazione generale hanno comunque un importante valore le idee e i tentativi di singoli e gruppi per modificare e non scivolare negli stereotipi esistenti.</p>
<p><strong>Concludo con una domanda sulla cassetta degli attrezzi. Raccontaci quali sono i software o servizi indispensabili per il tuo lavoro quotidiano.</strong></p>
<p><a href="http://basket.kde.org/">BasKet NotePads</a> e <a href="http://cmap.ihmc.us">Cmap</a> per la gestione degli elementi di gioco, personaggi ed enigmi. <a href="http://www.openoffice.org/it/informazioni/prodotto/impress.html">OpenOffice Impress</a> per le sandbox di gioco e <a href="http://www.openoffice.org/it/informazioni/prodotto/writer.html">OpenOffice Writer</a> per la stesura del game design e dei dialoghi. <a href="http://www.dropbox.com/">Dropbox</a> per la gestione degli asset grafici.</p>
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		<title>Intervista a Erika Vespa – Co-fondatrice di UNAgames</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 08:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Rossi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;industria dei videogiochi in Italia è appena in fasce, ma c&#8217;è spazio per i piccoli sviluppatori indipendenti. Ce ne parla Erika Vespa che ha fondato – insieme a Daniele Benagiamo – l&#8217;etichetta di game development <a href="http://www.unagames.com/">UNAgames</a> che ha recentemente rilasciato il primo gioco per iPhone <a href="http://itunes.apple.com/it/app/tapsteroids!/id453097220?mt=8">Tapsteroids</a>.</p>
<div id="attachment_5662" class="wp-caption alignleft" style="width: 349px"><img class="size-large wp-image-5662" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2011/12/erikavespa-339x400.jpg" alt="" width="339" height="400" /><p class="wp-caption-text">Erika Vespa</p></div>
<p><strong>Qual è la tua formazione a livello di studi e di percorso lavorativo precedente a UNAgames?</strong></p>
<p>Fin da piccola ho amato i numeri e la logica, non è stato difficile decidere quale dovesse essere la mia strada: la matematica. Dopo la laurea per diversi anni ho lavorato principalmente per il mondo finanziario creando software per banche, assicurazioni e promotori, dove ho potuto sfruttare le mie conoscenze matematiche e statistiche, imparando nel contempo a programmare seriamente. Ho quindi incominciato a interessarmi anche al mondo web e alle sue potenzialità, ben prima dell&#8217;avvento del cosiddetto web 2.0, quando ancora si navigava (con costi sostenuti) tramite modem a pochi Kbps. In quella fase iniziale di accesso massivo a internet, lo studio della web usability unito all&#8217;ottimizzazione del messaggio scritto e grafico faceva veramente la differenza. Nasce qui dunque la mia passione per il mondo della grafica, 2D prima e 3D dopo, che mi ha portato a lavorare nel mondo videoludico.</p>
<p><strong>Com&#8217;è il tuo rapporto con il mondo dei giochi? E quanto conta la passione nel tuo lavoro?</strong></p>
<p>Il mio rapporto con i videogiochi lo definirei come una sana dipendenza, dato che sono entrati nella mia vita quotidiana prestissimo. Ero molto piccola quando mio padre portò da un viaggio all&#8217;estero una delle console di prima generazione, la Hanimex 666s, con cui ho giocato al mitico Pong. L&#8217;altro grande passo è stato l&#8217;arrivo dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinclair_ZX_Spectrum">ZX Spectrum + </a>dove i programmi ed i giochi venivano rumorosamente caricati tramite le cassette, vere e proprie memorie di massa. Non c&#8217;è da stupirsi quindi se oggi mi districo tra iPad, PlayStation, HomePC, NintendoDS e con giochi di diversi generi: puzzle, FPS, arcade, MMO, gestionali… dipende dal tempo a disposizione e dall&#8217;umore. È chiaro che quindi la passione è parte fondamentale del mio lavoro, la molla che mi spinge a migliorare e a imparare sempre cose nuove.</p>
<p><strong>Quando e come nasce UNAgames?</strong></p>
<p><strong></strong>UNAgames nasce nei primi mesi del 2010 quando Daniele (l&#8217;altra metà del team) mi parlò di un progetto che aveva nel cassetto da tempo: produrre videogiochi in maniera indipendente. Era da un po&#8217; di tempo che meditavo di tramutare la mia passione per la grafica in una vera professione, per cui ho subito accolto l&#8217;idea con entusiasmo, rassicurata anche dal fatto che Daniele, avendo lavorato per anni in produzioni videoludiche AAA (titoli distribuiti a scaffale), aveva l&#8217;esperienza e la conoscenza del mondo in cui ci saremmo lanciati. Abbiamo quindi analizzato le varie possibilità che il mercato offriva per un team piccolo come il nostro, fra tutte il fenomeno iPhone e le potenzialità dell&#8217;App Store ci sono sembrati le più promettenti con cui partire.</p>
<p><strong>Quale è stato il tuo ruolo per quanto riguarda Tapsteroids?</strong></p>
<p>In Tapsteroids ho curato tutta la parte grafica, dalla scelta stilistica e cromatica del progetto alla sua attuazione, ricoprendo man mano diversi ruoli: modellatore e animatore 3D per asteroidi, navi e stazioni spaziali, grafico 2D per le texture e gli sfondi. Mi sono inoltre occupata dell&#8217;interfaccia utente che mi ha richiesto grande impegno: menu e HUD devono essere semplici e intuitivi ma contemporaneamente accattivanti per forma e grafica, e non è sempre facile bilanciare i due aspetti. Un videogioco richiede professionalità diverse, ed essendo UNAgames composta da due sole persone è chiaro che oltre ai precedenti aspetti di specifica mia competenza, ve ne sono stati altri cui mi sono dedicata assieme a Daniele nelle diverse fasi di produzione del titolo: dall&#8217;ideazione del gameplay al bilanciamento dei livelli di difficoltà, dalla scelta e campionatura degli effetti sonori alla selezione degli spezzoni per il trailer, dalle traduzioni per i diversi App Store alla creazione di mailing list e press release per il marketing internazionale.</p>
<p><strong>Per te cosa significa essere sviluppatori di videogiochi indipendenti?</strong></p>
<p>Significa soprattutto avere la possibilità di sperimentare e di creare in piena autonomia, avendo il totale controllo su ogni fase del processo produttivo. Vedere prendere forma e crescere la propria idea è una soddisfazione incredibile. Passare dagli schizzi iniziali su carta al gioco finito è un percorso lungo: anche quando il progetto è quasi finito bisogna ancora pensare a mille dettagli. È un lavoro di cesello, un limare ogni parte continuamente fino a che tutte le tessere del mosaico collimano. Ma alla fine, quando incontri per caso un ragazzino che inganna il tempo alla fermata del bus giocando al tuo gioco, ti ripaga di tutte le ore che di giorno e spesso di notte hai passato davanti al computer, sette giorni alla settimana!</p>
<p><strong>Qual è l&#8217;evento più geek a cui hai partecipato?</strong></p>
<p>Sicuramente le tante serate in pizzeria con gli amici nerd dell&#8217;ACM-ICPC, <a href="http://cm.baylor.edu/welcome.icpc">International collegiate programming contest</a>.  Abbiamo anche una mascotte, un coniglietto di peluche, che è stato accarezzato addirittura da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman">Richard Stallman</a>, l&#8217;ideatore del movimento del Software Libero e fondatore del Progetto GNU e della Free Software Foundation.</p>
<p>Le cene sono decisamente divertenti, si parla di tecnologia hardware e software a 360 gradi. Ancora ricordo quando si dissertava sullo scrivere un programma per progettare l&#8217;AI di robot killer, utilizzando esclusivamente i caratteri “blank” e ”new line”, in modo da avere il codice sorgente completamente invisibile… insomma un po&#8217; come vedere The Big Bang Theory dal vivo!</p>
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		<title>Intervista Anna Maria Mazzini &#8211; Marketing Manager di InfoJobs.it</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 07:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Pavan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anna Maria Mazzini è Marketing Manager di InfoJobs.it da Settembre 2008. Si occupa di strategie di marketing e comunicazione. Collabora a stretto contratto con la direzione della sede italiana e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.linkedin.com/pub/anna-maria-mazzini/0/445/929" target="_blank">Anna Maria Mazzini </a>è Marketing Manager di <a href="http://www.infojobs.it/" target="_blank">InfoJobs.it</a> da Settembre 2008. Si occupa di strategie di marketing e comunicazione. Collabora a stretto contratto con la direzione della sede italiana e con l’headquarter di Barcellona.</p>
<p>Nel corso della sua carriera ha collaborato con il <a href="http://www.nypost.com/" target="_blank">New York Post</a> &#8211; dove ha gestito progetti in ambito Marketing ed HR &#8211; e con <a href="http://www.buongiorno.com/it/" target="_blank">Buongiorno</a> come International Marketing and Communication Manager.</p>
<div id="attachment_1575" class="wp-caption alignnone" style="width: 262px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2010/05/New-Image.jpg"><img class="size-medium wp-image-1575" title="New Image" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2010/05/New-Image-252x300.jpg" alt="Anna Maria Mazzini - Responsabile Marketing di Infojobs" width="252" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Anna Maria Mazzini - Marketing Manager di Infojobs</p></div>
<p><strong>Ci racconti brevemente in cosa consiste la tua attività?</strong></p>
<p>Come marketing manager sono responsabile di tutte le strategie studiate per portare traffico e iscritti al sito (sia lato candidati, sia aziende) in stretta relazione con la forza vendita. Le attività di cui mi occupo vanno dalle campagne di comunicazione online alle PR, l’ufficio stampa, gli eventi sia b2c che b2b e le partnership strategiche per assicurare la crescita del brand.</p>
<p><strong>Quali sono le sfide maggiori che affronti come manager/donna?</strong></p>
<p>Come manager è sicuramente impegnativo conciliare vita privata e vita lavorativa, trovando un equilibrio che mi consenta di dedicarmi al lavoro come necessario e come mi piace, ma anche di occuparmi di me stessa e delle mie altre passioni. La nostra realtà, poi, è un caso particolare in quanto il management team è composto principalmente da donne: è particolare per un’azienda che vive di tecnologia. Sicuramente quando ci confrontiamo con interlocutori esterni è una sfida costante dover sempre dimostrare la propria capacità e conoscenza del mercato “anche se” siamo donne.</p>
<p><strong>Quali strumenti utilizzi per essere sempre aggiornata?</strong></p>
<p>Sicuramente Internet e gli RSS feed sia per le notizie di attualità dal mondo, sia per informazioni più specifiche per il mio lavoro. E’ importante tenersi sempre aggiornati anche su trend di comunicazione esteri e quindi è necessario non limitarsi alle fonti di informazione italiane: blog e newsletter di marketing sono per me fondamentali.</p>
<p><strong>Hai incontrato imprevisti lungo il tuo percorso professionale? Come sei riuscita a superarli?</strong></p>
<p>Il momento che ricordo ancora come il più difficile è  stato quello della partenza per New York. Ho vissuto quasi un anno a Manhattan, dove ero andara a studiare nel 2001. Sono partita il giorno successivo alla riapertura degli aeroporti in seguito agli attentati dell’11 Settembre e il corso in marketing che dovevo frequentare a novembre è stato rimandato a febbraio dell’anno successivo, allora ho cercato un&#8217;occupazione per mantenermi. Ero per la prima volta da sola all’estero. Sono riuscita a entrare al <a href="http://www.nypost.com/" target="_blank">New York Post </a>ed è stata una sfida imprevista che mi ha insegnato tantissimo sia dal punto di vista personale, sia professionale: ho imparato che non demordendo davvero mai si possono raggiungere ottimi risultati!</p>
<p><strong>Tra i traguardi che hai realizzato finora, quale consideri il tuo successo più grande?</strong></p>
<p>Il lancio del canale<a href="http://www.infojobs.it/green-job/" target="_blank"> Green-Job</a>, a luglio 2009. È un canale specifico dove le aziende possono pubblicare offerte di lavoro per posizioni green. Era il primo canale tematico di questo tipo in Italia; abbiamo lavorato molto a questo progetto e il lancio è stato una grande soddisfazione.</p>
<p><strong>Quali sono i siti, le applicazioni online, i device che usi maggiormente e che vorresti consigliare alle Girl Geek?</strong></p>
<p>Vivo ormai perennemente incollata al mio BlackBerry. E’ fantastico sia per tutto ciò che concerne il lavoro, soprattutto per l’accesso alla posta in mobilità 24/7, sia per cercare informazioni su Internet quando sono fuori con le amiche; lo uso  molto per tenermi informata su quello che accade e, soprattutto, per arrivare in tutte le vie sconosciute di Milano con le mappe.</p>
<p><strong>Quali passioni riesci a coltivare nel tuo tempo libero?</strong></p>
<p>Adoro l’equitazione, soprattutto il dressage; ho una cavalla tutta mia di 8 anni con cui spero di riuscire presto a uscire in gara. Ci stiamo preparando duramente con allenamenti quotidiani.</p>
<p>Amo poi tantissimo la scrapbooking, un hobby principalmente americano dove si creano album fotografici e di ritagli di carta, personalizzati a mano in ogni dettaglio.</p>
<p><strong>Che consiglio daresti alle Girl Geek che vogliano seguire una carriera come la tua?</strong></p>
<p>Sicuramente dotarsi di pazienza (che onestamente non è sempre stata una delle mie migliori qualità). Per crescere e raggiungere determinate posizioni, però, è una dote fondamentale, insieme alla capacità  di mediare tra diversi punti di vista. Continuare a tenersi aggiornate, approfondire sempre più la propria preparazione e non chiudersi mai di fronte a nessuna novità: la curiosità professionale è molto spesso un grande motore di crescita.</p>
<p>Volete proporci una Girl Geek per le nostre interviste? Scrivetece a info[@]girlgeeklife.com</p>
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		<title>Intervista a Dina Ravera – Direttore Generale di 3 Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 07:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Pavan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dina Ravera è il Direttore Generale di 3 Italia. Dopo la laurea in ingegneria elettronica presso il Politecnico di Torino, ha conseguito un master presso l’INSEAD di Fontainebleau. La sua...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.linkedin.com/in/dinaravera" target="_blank">Dina Ravera</a> è il Direttore Generale di<a href="http://www.tre.it/public/home.php" target="_blank"> 3 Italia</a>.</p>
<p>Dopo la laurea in ingegneria elettronica presso il <a href="http://www.polito.it/" target="_blank">Politecnico di Torino</a>, ha conseguito un master presso l’<a href="http://www.insead.edu/home/" target="_blank">INSEAD</a> di Fontainebleau. La sua esperienza professionale comincia in <a href="http://www.mckinsey.it/" target="_blank">McKinsey</a>, dove lavora per circa dieci anni seguendo progetti in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti. Entra in <a href="http://www.tre.it/public/home.php" target="_blank">3 Italia</a> nel 2001 come responsabile del program management. Nel 2003 diventa direttore marketing e poi, nel 2004, Chief Operating Officer.</p>
<div id="attachment_1452" class="wp-caption alignnone" style="width: 209px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2010/04/Dina-Ravera004.jpg"><img class="size-medium wp-image-1452" title="Dina Ravera004" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2010/04/Dina-Ravera004-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Dina Ravera - Direttore Generale di 3 Italia</p></div>
<p><strong>Quali sono le responsabilità del Direttore Generale di <a href="http://www.tre.it/public/home.php" target="_blank">3 Italia</a>?</strong></p>
<p>Il mio lavoro consiste nell’organizzazione e nel coordinamento delle attività operative, ma per me la vera sfida è far emergere la parte migliore delle persone e valorizzare le loro idee, che è ciò che fa di un capo un buon capo.</p>
<p><strong>Hai cominciato la tua carriera in consulenza. Come è stato il passaggio in azienda? Quale pensi sia il maggior pregio di ciascuna di queste due realtà?</strong></p>
<p>La consulenza permette di interiorizzare un metodo di lavoro applicabile a tutte le realtà, a partire dalla gestione più efficiente del fattore tempo. L’azienda permette di misurarsi con la gestione del rapporto con le persone in un tempo prolungato, ti mette in contatto più intimamente con i valori dell’azienda, del marchio, della cultura dell’azienda stessa.</p>
<p><strong>Nella tua scala delle priorità, quale posto occupa l&#8217;aggiornamento? Quali strumenti utilizzi per essere sempre informata?</strong></p>
<p>Ogni mattina leggo la rassegna stampa. In ufficio ho una tv con digitale terrestre e satellite per seguire in qualsiasi momento i canali di news 24/24, ma consulto anche le news online.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi punti di forza? E i tuoi margini di miglioramento?</strong></p>
<p>La dedizione, la passione e la determinazione che metto nel lavoro e in tutto quello che faccio. Senza, non si arriva da nessuna parte. Per il resto non si finisce mai di imparare e ogni esperienza può essere fonte di miglioramento e arricchimento del proprio bagaglio professionale e umano.</p>
<p><strong>Quali sono stati gli imprevisti principali incontrati durante il tuo percorso professionale? Come sei riuscita a superarli?</strong></p>
<p>Ho avuto la fortuna di lavorare in <a href="http://www.tre.it/public/home.php" target="_blank">3 Italia</a>, un’azienda che fa dell’innovazione continua il suo credo principale. La gestione dell’emergenza è nel suo DNA: siamo passati attraverso cambiamenti radicali del quadro competitivo, come quando sono cambiate le regole per l’assegnazione delle licenze, interventi pubblici di tipo dirigistico sulle tariffe, una mancata quotazione e la peggiore crisi economica dal dopoguerra. L’abbiamo fatto tutti assieme, con coesione e rapidità di reazione, che non vuol dire assenza di pensiero ma, al contrario, un surplus di pensiero per esaminare prima le opzioni possibili e poi essere veloci nell’esecuzione.</p>
<p><strong> Tra i traguardi che hai realizzato finora, quale consideri il tuo successo più grande?</strong></p>
<p>Aver contribuito alla crescita del mercato della telefonia in Italia, attraverso il lancio in anteprima mondiale dei servizi Umts e alla diffusione dei servizi in mobilità.</p>
<p><strong> Quali sono i siti, le applicazioni online, i device che usi maggiormente e che vorresti consigliare alle Girl Geek?</strong></p>
<p>Uso tantissimo le applicazioni in mobilità: ho un iPhone che utilizzo sia sul lavoro sia nel tempo libero. Guardo la  posta, le news e le notizie finanziarie, navigo, consulto <a href="http://maps.google.it/" target="_blank">Google maps</a>, le previsioni meteo, le informzioni turistiche, ascolto musica, guardo film e leggo libri.</p>
<p><strong>Quali passioni riesci a coltivare nel tuo tempo libero?</strong></p>
<p>Fuori dall’ufficio amo stare con mio marito e i miei figli, la famiglia è per me fondamentale. Adoro viaggiare, visitare nuovi posti e conoscere nuove realtà e persone. Leggo molto e mi occupo delle mie piante: curo personalmente il verde del mio giardino.</p>
<p><strong>Che consiglio daresti alle Girl Geek che vogliano seguire una carriera come la tua?</strong></p>
<p>In un settore come quello delle tlc le donne manager sono una rarità, ma non per questo ci si dare per vinte. In generale, se ci sono le competenze, lo spirito di sacrificio e tanta buona volontà, nessun obiettivo è precluso. Poi, come in tutte le cose della vita, ci vuole anche un po’ di fortuna.</p>
<p>Volete segnalarci una girl geek per le nostre interviste? Scriveteci a info[@]girlgeeklife.com</p>
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		<title>Intervista a Cristiana Felli &#8211; Responsabile di DeAbyDay.tv</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 07:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Pavan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Meet the Geek]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiana Felli]]></category>
		<category><![CDATA[De Agostini]]></category>
		<category><![CDATA[DeAbyDay]]></category>
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		<category><![CDATA[IconMedialab]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<description><![CDATA[Le evoluzioni della tecnologia continuano a rivoluzionare il mercato del lavoro. Stanno nascendo professioni innovative di cui, fino a qualche anno fa, non conoscevamo nemmeno l&#8217;esistenza. Cristiana Felli lavora come...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le evoluzioni della tecnologia continuano a rivoluzionare il mercato del lavoro. Stanno nascendo professioni innovative di cui, fino a qualche anno fa, non conoscevamo nemmeno l&#8217;esistenza.<br />
<a href="http://www.linkedin.com/ppl/webprofile?_ed=0_42C8TX3f2OKjQRA01R12UYxpu4zZ3IIJieHf3ZUHEdc&amp;authToken=Ey0w&amp;authType=name&amp;trk=ppro_viewmore&amp;lnk=vw_pprofile" target="_blank"></a></p>
<div id="attachment_517" class="wp-caption alignleft" style="width: 120px"><img class="size-full wp-image-517" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2009/04/cri0309.jpg" alt="Cristiana Felli" width="110" height="170" /><p class="wp-caption-text">Cristiana Felli</p></div>
<p><a href="http://www.linkedin.com/ppl/webprofile?_ed=0_42C8TX3f2OKjQRA01R12UYxpu4zZ3IIJieHf3ZUHEdc&amp;authToken=Ey0w&amp;authType=name&amp;trk=ppro_viewmore&amp;lnk=vw_pprofile" target="_blank">Cristiana Felli </a>lavora come Web TV Manager di <a href="http://www.gruppodeagostini.it/dea/it/index.jsp" target="_blank">De Agostini</a> e ha da poco lanciato <a href="http://www.deabyday.tv/" target="_blank">Deabyday.tv</a>, la nuova web tv del <a href="http://www.gruppodeagostini.it/dea/it/index.jsp" target="_blank">gruppo De Agostini</a>.<br />
In passato ha lavorato come Senior Client Manager in <a href="http://www.iconmedialab.it/" target="_blank">IconMedialab</a>, gestendo progetti innovativi sia per il Web che in ambito TV, e poi come Responsabile Video Offering in <a href="http://www.rcsmediagroup.it/wps/portal/mg/" target="_blank">RCS Quotidiani,</a> guidando la crescita delle web-tv di <a href="http://video.corriere.it/?vxChannel=Dall'Italia" target="_blank">Corriere della Sera</a> e<a href="http://video.gazzetta.it/?vxChannel=PrimoPiano" target="_blank"> Gazzetta dello Sport</a>.</p>
<h4>Ciao Cristiana, e grazie per la tua disponibilità. Che cosa significa essere WebTV Manager in De Agostini?</h4>
<p>Significa concretizzare un obiettivo molto ambizioso: declinare la missione storica di <a href="http://www.gruppodeagostini.it/dea/it/index.jsp" target="_blank">De Agostini </a>- ovvero ispirare hobby, interessi e passioni &#8211; tramite un linguaggio e un insieme di strumenti contemporanei, affini al mondo digitale.</p>
<p>Per <a href="http://www.deabyday.tv/" target="_blank">DeAbyDay</a> abbiamo scelto un posizionamento editoriale che sfrutta la sempre più forte valenza del web come strumento di servizio, utilizzato per trovare soluzioni a problemi pratici: parlando di &#8220;come fare&#8221; e &#8220;fare da sé&#8221; nei diversi contesti della vita quotidiana, dalla cucina alla cura della casa, dal rapporto con i figli alla cura del proprio benessere.</p>
<h4>La tua carriera ti ha permesso di lavorare su progetti strettamente connessi con le tecnologie audiovisive. Quale pensi saranno le evoluzioni tecnologiche e di fruizione dei contenuti nei prossimi anni?</h4>
<p>La tanto discussa contaminazione fra i mezzi &#8211; il web e la tv in particolare &#8211; sarà sempre più una realtà di cui tenere conto nella progettazione di contenuti e prodotti digitali. Ritengo, inoltre, che questo avrà anche un impatto non solo sulle tecnologie e sugli apparati con cui fruire i servizi, ma anche sui modelli di business dei contenuti digitali.</p>
<h4>Come si realizza un contenuto video per il web? E quali nuove figure professionali pensi che nasceranno in questo settore nei prossimi anni?</h4>
<p>Un contenuto video per il web ha dei codici di comunicazione molto caratteristici, di cui tenere conto durante la realizzazione: dalla durata &#8211; raramente un video di oltre 5 minuti viene visto per intero &#8211; allo stile di montaggio.</p>
<p>La figura professionale sempre più richiesta sarà quella del <em>filmaker </em>in grado di realizzare un prodotto video dall&#8217;inizio alla fine, partendo, quindi, dall&#8217;ideazione e dalla scrittura per arrivare alla ripresa e alla post-produzione.</p>
<p>Altre figure che saranno sempre più richieste sono professionalità con competenze ibride, ovvero che mixano conoscenza e passione per la tecnologia alla conoscenza del web (soprattutto per conoscere e applicare concretamente le logiche di diffusione in rete) alla sensibilità editoriale. Si tratta di figure in grado quindi di capire e intuire che cosa piacerà prima che ci siano i dati di click a dare delle risposte.</p>
<h4>Quanta importanza riveste l&#8217;aggiornamento nella tua posizione professionale? Quali strumenti utilizzi per essere sempre aggiornata?</h4>
<p>L&#8217;aggiornamento è per me irrinunciabile e il web &#8211; soprattutto grazie a strumenti come blog e social network professionali &#8211; è fondamentale per cercare di avere costantemente il polso di quello che domani dovrò sapere.</p>
<h4>Come eri cinque anni fa? Quali obiettivi ti poni per i prossimi cinque anni?</h4>
<p>Di fatto 5 anni fa credo che in Italia la mia figura professionale neppure esistesse. Mi occupavo già di web ma mi stavo solo timidamente avvicinando alle tematiche video, grazie ad alcuni progetti di IPTV che vedevano la luce in Italia e in UK e che ho avuto la fortuna di poter seguire piuttosto da vicino.</p>
<p>Onestamente non so davvero cosa farò tra 5 anni. Spero di poter completare questo mio percorso nel nuovo modo di &#8220;fare video&#8221; con un&#8217;esperienza televisiva, magari in un canale digitale o satellitare, visto che la passione per la televisione è qualcosa che mi porto dietro fin da quando ero bambina.</p>
<p>Tengo comunque moltissimo anche alla dimensione privata ed affettiva, spero infatti di poter raggiungere un obiettivo per me importante come la maternità.</p>
<h4>Quali sono le qualità e i punti di forza che ti hanno portata ai tuoi successi?</h4>
<p>Credo mi abbiano aiutato molto la mia curiosità e la mia flessibilità, unite ad un discreto spirito di sacrificio e ad una buona dose di tenacia.</p>
<h4>Quali sono stati gli imprevisti principali durante il tuo percorso professionale? Come li hai superati?</h4>
<p>Non tutti i progetti a cui ho lavorato si sono rivelati solidi dal punto di vista economico. Ad esempio, nel periodo dello sboom della new economy, mi è capitato di dover ricominciare tutto da capo dopo aver fortemente creduto in alcune idee e gruppi di lavoro.</p>
<p>Ho superato queste delusioni andando alla ricerca di nuovi stimoli e di lezioni utili al mio futuro, cercando di capire dove avevo sbagliato e quali errori non dovevo rifare.</p>
<h4>Sei soddisfatta della crescita che hai realizzato fin qui? Quali traguardi vorresti ancora raggiungere?</h4>
<p>Sono soddisfatta ma credo che, in questo momento, si debba essere disposti a rivedere continuamente i propri obiettivi, anche a costo di convivere con un po&#8217; di incertezza.</p>
<h4>Usiamo sempre più strumenti tecnologici nella nostra quotidianità. Quali oggetti tecnologici, applicazioni e online tools Cristiana Felli usa più di frequente?</h4>
<p>Sicuramente il Blackberry e i social network: Facebook e <a href="http://www.linkedin.com/ppl/webprofile?_ed=0_42C8TX3f2OKjQRA01R12UYxpu4zZ3IIJieHf3ZUHEdc&amp;authToken=Ey0w&amp;authType=name&amp;trk=ppro_viewmore&amp;lnk=vw_pprofile" target="_blank">Linkedin </a>.</p>
<p>Uso  <a href="http://www.google.it/ig" target="_blank">iGoogle</a>.</p>
<p>Faccio acquisti on line per spesa e viaggi. Per gli hotel uso quasi sempre <a href="http://www.tablethotels.it/?google=1" target="_blank">TabletHotels </a>e mi trovo benissimo.<br />
Leggo vari quotidiani online: ovviamente <a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">Corriere.it</a>, ma anche <a href="http://www.repubblica.it/" target="_blank">Repubblica.it</a>, <a href="http://www.nytimes.com/" target="_blank">NYT.com</a>.<br />
Visito tantissimi blog, ultimamente soprattutto <a href="http://www.huffingtonpost.com/theblog/index/" target="_blank">HuffingtonPost</a>.</p>
<h4>Quali sono le tue passioni negli spazi di tempo che riesci a ritagliarti?</h4>
<p>Cinema in prima posizione, seguito dalla lettura e, tanto per cambiare, televisione!</p>
<h4>Che consiglio daresti alle Girl Geek che vogliano seguire una carriera come la tua?</h4>
<p>Consiglio di essere molto aperte e curiose verso il nuovo, ma senza dimenticare l&#8217;importanza di una buona formazione culturale. Credo che la mia maturità classica e la mia laurea in filosofia, anche un po&#8217; atipiche rispetto alla mia attuale professione, siano state davvero importanti per la mia formazione e mi offrano tutt&#8217;ora strumenti utili al mio lavoro di tutti i giorni. Naturalmente ho frequentato un Master in marketing e ho dovuto imparare tanto sulla tecnologia, ma penso proprio che ne sia valsa la pena!</p>
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