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	<title>Girl Geek Life &#187; Getting Things Done</title>
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	<description>Il magazine delle ragazze appassionate di tecnologia</description>
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		<title>Come gestire la casella di posta: il metodo Rosso</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 08:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Maternini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geek life]]></category>
		<category><![CDATA[How-to]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche anno fa Sara Rosso, tra le organizzatrici delle GGDMilano, mi svelò il suo metodo per la gestione delle caselle di posta, oggi meglio conosciuto come &#8220;il metodo Rosso&#8220;. Il metodo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche anno fa <a href="http://www.sararosso.com/">Sara Rosso</a>, tra le organizzatrici delle <a href="http://www.girlgeekdinnersmilano.com/">GGDMilano</a>, mi svelò il suo metodo per la gestione delle caselle di posta, oggi meglio conosciuto come &#8220;<strong><a href="http://www.whenihavetime.com/how-i-organize-my-email-lists-and-brainstorming-my-holy-trinity-of-productivity/">il metodo Rosso</a></strong>&#8220;.<br />
Il metodo è basato sul nostro amato <a href="http://www.girlgeeklife.com/2009/07/produttivita-da-getting-things-done-al-pomodoro/">Getting Things Done (GTD), di David Allen</a>, ma è modificato secondo i parametri Rosso.</p>
<div id="attachment_2232" class="wp-caption alignnone" style="width: 394px"><a href="http://www.flickr.com/photos/caramellamenta/3762567197/in/photostream/"><img class="size-full wp-image-2232 " title="Effimero Uno" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/fiammiferi.jpg" alt="Effimero Uno - Di caramellamenta" width="384" height="256" /></a><p class="wp-caption-text">Effimero Uno - Di caramellamenta</p></div>
<p><strong>Disclaimer</strong>: il metodo Rosso è uno dei metodi che vi porteranno a <strong>Inbox 0</strong>. Se siete tra coloro che non hanno alcun interesse a tenere la propria casella di posta a 0, lasciate perdere. Se vi annoverate invece tra coloro, come me e molti altri, che provano un delicato piacere a vedere la scrittina &#8220;<em>You have no new mail</em>&#8221; anche solo per pochi minuti, benvenuti: questo è il post che fa per voi.</p>
<p>Il metodo Rosso prevede due requisiti, non indispensabili, ma utili, e una regola, inderogabile e fondamentale.</p>
<p>I <strong>requisiti</strong>:</p>
<p>-  Gestire la propria casella di posta Gmail o ovunque siano applicabili delle etichette colorate (o quella del vostro dominio in caso sia presente la possibilità di assegnare etichette colorate) da webmail e non da client. Personalmente è il modo che preferisco: mi piace poter pensare che ovunque io sia nel mondo, su qualsiasi computer io legga la mia posta, la visualizzazione è sempre la stessa, ho le mie etichette, i miei colorini.</p>
<p>- Saper usare i filtri e le etichette (è semplicissimo! Per Gmail c&#8217;è pure <a href="http://mail.google.com/support/bin/answer.py?hl=en&amp;answer=118708&amp;from=6560&amp;rd=1">un tutorial</a>).</p>
<p>La <strong>regola</strong> (da fanatici GTD, ma importantissima):</p>
<p>- <strong>Rispondi subito</strong> a tutto ciò che richiede <strong>meno di 2 minuti </strong>di tempo per la risposta.</p>
<p>Nel mio metodo ho alzato i 2 minuti a 5, ma alla fine ci metto sempre meno di 5 minuti a rispondere.<br />
Ovvio che questa regola vale quando si lavora principalmente con le mail, anche se a volte mi capita di mettere l&#8217;etichetta anche su mail di amici ai quali non ho tempo di rispondere in modo compiuto in meno di 5 minuti.</p>
<p>Detto questo passiamo al metodo Rosso.</p>
<p>Casella di posta piena.<br />
Inizi a leggere.</p>
<p>La tua testa deve procedere così:<br />
Apro la prima mail, la leggo. Riesco a rispondere in meno di 5 minuti?<br />
Sì &#8212;&gt; Rispondo e ARCHIVIO<br />
No&#8212;&gt; Decido SUBITO cosa farne, ovvero:<br />
- <strong>ACTION</strong>: mail che richiedono più di 5 minuti per la risposta, o che richiedono un&#8217;azione specifica prima di poter dar una risposta.</p>
<p>- <strong>HOLD</strong>: mail per le quali non ho risposta immediata perché sto aspettando che qualcun altro faccia qualcosa o mi dia una risposta a sua volta. Attenzione: le mail in <em>Hold</em> non possono essere mail sulle quali dovete lavorarci voi stesse. Le mail in <em>Hold</em> possono essere solo mail che sono lì che aspettano che qualcun altro faccia quello che deve fare, ma che la vostra parte di lavoro è già stata fatta.</p>
<p>Qualsiasi altra mail non può e non deve rimanere nell&#8217;Inbox, ma può e deve essere archiviata.</p>
<p>Pensateci: quella mail del 25 luglio che giace lì senza risposta da mesi ormai: risponderete mai? Suvvia: cerchiamo di essere pragmatici. La risposta è no! Non risponderete mai a quella mail! E allora perché tenerla nell&#8217;Inbox? Via, Archiviare!</p>
<p>&#8220;Ok, ma il mio inbox ha 12569 mail: mica posso archiviare tutto!&#8221;</p>
<p>Certo che puoi!<br />
Ecco come.<br />
Controlla le mail degli ultimi 10 giorni, se c&#8217;è qualcosa che ti è sfuggito, che hai segnato come importante, che hai dimenticato.<br />
<em> Action</em>: fai tutto quello che c&#8217;è da fare con queste mail.<br />
Se nel frattempo arrivano nuove mail lasciale lì: non succede niente se rispondi dopo 5 minuti.<br />
Seleziona tutte le mail lette. Gmail ti da la possibilità di selezionare non solo quelle che vedi sul tuo schermo, ma tutte, proprio tutte le mail non lette.<br />
Una volta selezionate schiaccia il tastino &#8220;Archive&#8221;</p>
<p>Ohhhh: Inbox 0!</p>
<p>Elimina tutte le etichette che hai fatto finora, a meno che non siano associate ai dei filtri (in quel caso le lascerei, ma decidi tu se vuoi fare piazza pulita o meno. Tipo ho dei filtri per le newsletter che etichettano e archiviano direttamente le mail: quelli li ho tenuti) e crea solo Action e Hold.</p>
<p>Per ogni mail che ti arriva hai solo 3 possibilità:</p>
<p><strong>A</strong>- leggerla, agire SUBITO in 5 minuti e archiviarla<br />
<strong> B</strong>- leggerla e decidere che ci vogliono più di 5 minuti del tuo tempo per poterla considerare una cosa fatta: segnala come <em>Action</em><br />
<strong> C</strong>- leggerla e decidere che bisogna aspettare del tempo o l&#8217;azione di qualcun altro per poterla considerare una cosa fatta: segnala come <em>Hold</em></p>
<p>E questo è l&#8217;inizio della tua nuova vita a Inbox 0: benvenuta in paradiso!</p>
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		<title>Produttività: da Getting Things Done al Pomodoro</title>
		<link>http://www.girlgeeklife.com/2009/07/produttivita-da-getting-things-done-al-pomodoro/</link>
		<comments>http://www.girlgeeklife.com/2009/07/produttivita-da-getting-things-done-al-pomodoro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 07:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Maternini</dc:creator>
				<category><![CDATA[How-to]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Allen]]></category>
		<category><![CDATA[babauta]]></category>
		<category><![CDATA[Getting Things Done]]></category>
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		<category><![CDATA[pomodoro]]></category>
		<category><![CDATA[productivity]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2001 il mondo è stato scosso da un evento epocale: David Allen, richiestissimo consulente aziendale, pubblicò Getting Things Done, una guida alla produttività senza stress che insegnava un metodo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-813 aligncenter" title="2464797284_6abe89094f_m" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2009/07/2464797284_6abe89094f_m.jpg" alt="2464797284_6abe89094f_m" width="240" height="240" /></p>
<p>Nel 2001 il mondo è stato scosso da un evento epocale: <a href="http://www.davidco.com/">David Allen</a>, richiestissimo consulente aziendale, pubblicò <em><a href="http://www.amazon.com/Getting-Things-Done-Stress-Free-Productivity/dp/0142000280/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1247146721&amp;sr=8-1">Getting Things Done</a></em>, una guida alla produttività senza stress che insegnava un metodo complicato, ma sicuramente rivoluzionario.</p>
<p>La divisione in progetti, la conseguente divisione in mini task che rispondevano alla domanda What&#8217;s next, e il raggruppamento in tipologie di azioni, erano gli elementi di base di un sistema complesso, che richiedeva almeno due giorni pieni per essere messo in marcia, e almeno 2 mesi, se non di più, per abituarcisi.</p>
<p>Il metodo di Allen introdusse anche quella che secondo me è una delle regole più importanti e potenti e che mai abbandonerò nella mia vita: la <strong>2 minutes rule.</strong> Tutte le task che sono compleabili in meno di due devono essere fatte, subito! Ora!</p>
<p>Lavorando con le mail, spesso mi ritrovo ricoperta da decine e decine di mail che possono però essere risolte, la maggior parte delle volte, con una risposta di due minuti.</p>
<p>Getting Things Done piacque molto a tante tipologie di lavoratori, dagli informatici agli studenti.</p>
<p>Ma Getting Things Done creava anche molti problemi, come il continuo aggiornamento di liste lunghissime, la revisione continua e infinita di ogni piccola cosa, la poca duttilità dell&#8217;intero sistema.</p>
<p>In tutta onestà quello che mi è sempre piaciuto di Allen è la sua passione per la cartoleria: nel libro elenca ben 13 differenti tool fisici che servono per il sistema di base. E se non fosse stato per lui oggi non sarei la felice e soddisfatta proprietaria di un&#8217;etichettatrice <img src='http://www.girlgeeklife.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Poi nel 2006 arrivò <a href="http://zenhabits.net/">Leo Babauta</a> e introdusse una variante del metodo di Allen: <a href="http://zenhabits.net/2007/04/zen-to-done-ztd-the-ultimate-simple-productivity-system/">Zen to Done</a>. Un Getting Things Done molto più semplificato, dove tutto si riassume in poche semplici azioni:</p>
<p><em>Collect, Process, Plan, Do, Organize, Review e Simplify.</em></p>
<p>In realtà tutto il sistema e, se si vuole, l&#8217;intero pensiero di Babauta si può riassumere nella sua parola chiave: <strong>simplify</strong>, semplifica!</p>
<p>E la semplificazione non poteva che giovare al sistema di Allen, ma in realtà Babauta creò un nuovo sistema, solo ispirato da quello di Allen.</p>
<p>Babauta semplificò, ahimè, anche la lista della cartoleria: un taccuino (moleskine, ovviamente e per fortuna) e una penna.</p>
<p>Ma la sua innovazione più importante è stata secondo me l&#8217;introduzione delle <strong>MIT</strong>s: Most Important Tasks. All&#8217;inizio di ogni giornata (o meglio, la sera prima) si decidono quali saranno le cose più importanti da fare (minimo 3, massimo 5) e le si fanno subito, appena alzati, ancor prima di controllare la mail.</p>
<p>Babauta, al contrario di Allen, che era già un consulente, iniziò con un semplice <a href="http://zenhabits.net/">blog</a>, che si trasformò piano piano in un e-book e poi in un piccolo impero.</p>
<p>Più o meno nello stesso periodo arrivò un italiano, Francesco Cirillo, che semplificò ancora di più il sistema e lo trasformò nella <a href="http://www.pomodorotechnique.com/">Pomodoro Tecnique</a> (concepita però già fin dai primi anni &#8217;90). Un sistema semplicissimo: un elenco di tutto ciò che bisogna fare, suddiviso giorno per giorno in ciò che va fatto, a sua volta suddiviso in slot di 25 minuti l&#8217;una, seguite da massimo 7 minuti di pausa, e massimo 20 minuti di pausa ogni 4 slot da 25 minuti. Massima concentrazione su una singola task per 25 minuti!</p>
<p>Perché il pomodoro? Semplice: l&#8217;unico tool che realmente serve per questo metodo, oltre a carta e penna, è un contaminuti, meglio se a forma di pomodoro. In realtà poi esistono anche le applicazioni, come q<a href="http://www.apple.com/downloads/macosx/development_tools/pomodoro.html">uesta per Mac</a>.</p>
<p>Incredibile!</p>
<p>Funziona meglio di tutto il resto: chiudendo tutto, in 25 minuti ho scritto questo post partendo dalla sola idea che avevo in mente!</p>
<p>P.S. Ringrazio <a href="http://friendfeed.com/mrfabbri">Marco Fabbri</a> per avermi fatto scoprire la tecnica del pomodoro <img src='http://www.girlgeeklife.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/deepblue66/2464797284/"><em>Foto di *hiro008</em></a></p>
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