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	<title>Girl Geek Life &#187; donne</title>
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	<description>Il magazine delle ragazze appassionate di tecnologia</description>
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		<title>Femminismo e Interaction Design alla ACM Conference, la più importante conferenza sull’Interazione Uomo-Macchina</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 07:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Rita Barricelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5068" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><a href="http://chi2011.org"><img class="size-full wp-image-5068  " title="ACM CHI Conference" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2011/09/chi2011_comm_ux.png" alt="The ACM CHI Conference" width="533" height="285" /></a><p class="wp-caption-text">La ACM CHI Conference on Human Factors in Computing Systems è la più importante conferenza nell’ambito dell’Interazione Uomo-Macchina.</p></div>
<p>Ho avuto il piacere di partecipare all’edizione 2011 della più importante conferenza nell’ambito dell’Interazione Uomo-Macchina,  la <strong><a href="http://www.acm.org/">ACM</a> CHI Conference on Human Factors in Computing Systems.</strong> La <a href="http://chi2011.org/">CHI2011</a> si è tenuta lo scorso maggio a Vancouver e oltre alle sessioni principali, la conferenza ha offerto anche una giornata dedicata a diversi workshop.</p>
<p>In particolare io ho preso parte al workshop “<a href="http://feministhciworkshop.wordpress.com/about-the-workshop/">Feminism and Interaction Design</a>”, organizzato da <a href="http://www.soic.indiana.edu/people/profiles/bardzell-shaowen.shtml">Shaowen Bardzell</a> dell’Università dell’Indiana durante il quale sono stati presentati <a href="http://feministhciworkshop.wordpress.com/accepted-papers/">13 articoli scientifici</a> riguardanti la tematica del femminismo e dell’interaction design, cioè la progettazione dell’interazione.</p>
<p>Le premesse sulle quali si è basato tutto il lavoro svolto durante il workshop, sono quelle messe in luce dalla stessa Shaowen Bardzell nell’articolo scientifico che ha presentato all’edizione 2010 della Conferenza CHI, dal titolo “<strong>Feminist HCI: Taking Stock and Outlining an Agenda for Design</strong>”.</p>
<p>Il lavoro di ricerca di Shaowen trova le sue radici in uno dei vari studi esistenti sul femminismo che lo vede come fenomeno che ha attraversato ed è felicemente sopravvissuto a <strong>tre fasi principali</strong>, dette ondate. La <strong>prima</strong> ha toccato gli anni dal 1830 al 1920 circa ed è stata caratterizzata dai movimenti per l’uguaglianza delle donne nei diritti fondamentali, quali ad esempio il diritto al voto e alla partecipazione nella vita dei Paesi democratici. La <strong>seconda</strong> ondata femminista è quella forse più nota che ha avuto luogo tra gli anni 60 e 80 del Novecento. L’emancipazione della donna e la caduta della struttura patriarcale dei nuclei famigliari hanno portato grande libertà di espressione e di crescita nella popolazione femminile dell’epoca ma non solo. La <strong>terza</strong> ondata invece è quella iniziata all’inizio del 1990 e che continua tutt’ora.</p>
<p>Ed è proprio alla luce di questa terza ondata che il femminismo ha fatto capolino in uno degli ambiti di ricerca più attivi degli ultimi anni, cioè l’interaction design. Nell’articolo del 2010 Shaowen presentava le <strong>sei qualità</strong> che dovrebbero <strong>caratterizzare l’interaction design femminista</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Pluralismo</strong>: progettare artefatti software in grado di soddisfare più persone e più punti di vista differenti possibili.</li>
<li><strong>Partecipazione</strong>: adottare tecniche di progettazione partecipativa in cui l’utente viene coinvolto nelle scelte implementative in modo da sfruttare le sue competenze e per studiare le sue aspettative e i suoi bisogni.</li>
<li><strong>Patrocinio</strong>: non avallare la pratica comune dei designer di sostituirsi agli utenti durante la progettazione, ma spingere verso una maggiore considerazione dei bisogni degli utenti.</li>
<li><strong>Ecologia</strong>: considerare gli effetti che le scelte fatte in fase di progettazione avranno sul contesto nel quale il prodotto verrà usato e su tutti gli utenti coinvolti nel suo uso.</li>
<li><strong>Personificazione</strong>: promuovere uno stile di progettazione che tenta in considerazione aspetti in comune e differenze tra i sessi, identità sessuale, sessualità, piacere, desiderio ed emozioni.</li>
<li><strong>Rivelazione di se stessi:</strong> l’utente deve essere in grado di modificare il profilo che il prodotto software costruisce su di lei, in base a come esso viene utilizzato. Pensate ad esempio alle raccomandazioni di Amazon fatte in base ai vostri acquisti più recenti: se avete acquistato dei libri che riguardano la sessualità umana, non è detto che vogliate trovare sempre raccomandazioni in quel campo, soprattutto se utilizzate quello stesso account sul posto di lavoro.</li>
</ul>
<p>Con queste premesse il workshop ha permesso al gruppo dei partecipanti di confrontarsi sulle opportunità che la tecnologia offre per l’adozione di tecniche di progettazione che tengano in considerazione concetti, valori e teorie femministe e di riflettere sulle implicazioni che la pratica di un design femminista può avere sia dal punto di vista teorico che pratico e su come identificare gli ostacoli che possono minare la ricerca in questo ambito.</p>
<p>Ma non ci si è fermati solo a considerare il <strong>ruolo che ha la donna nella società digitale</strong>. Al contrario, un aspetto importante nell’ambito del feminist HCI è stato messo in luce da <a href="http://gopikann.wordpress.com/">Gopinaath Kannabiran</a> dell’Università dell’Indiana riguarda l’esistenza di <strong>orientamenti sessuali</strong> che vanno al di là della semplice e semplicistica divisione tra maschi e femmine. Questo punto di vista infatti è in linea con quella che si può definire una nuova stagione del femminismo che incarna a pieno le parole di una delle icone del movimento, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simone_de_Beauvoir">Simone de Beauvoir</a>: “Donna non si nasce, lo si diventa”. In questa fase, infatti, il genere sessuale non è un dato di fatto, è qualcosa che l’individuo ha diritto di costruirsi durante la sua esistenza nella società e al rapporto con le istituzioni e i media.  In particolare Gopinaath ha analizzato <strong>Facebook e il suo approccio alla creazione dei profili degli utenti</strong> sulla base dell’indicazione del sesso e dei gusti sessuali.</p>
<p>La presentazione del lavoro di <a href="http://www.cs.uoregon.edu/people/faculty/Sarah_Douglas.php">Sarah Douglas</a> dell’Università dell’Oregon, invece,  ha portato alla luce i risultati ottenuti da uno studio effettuato sullo sviluppo di un <strong>videogame creato appositamente per ragazze</strong>, <strong><a href="http://www.charmgirlsclub.com/home.action">Charm Girls Club</a></strong>. Come ha illustrato Sarah, il videogioco presenta dei contenuti altamente antifemministi che invece di aiutare le giovani donne a sviluppare una visione di loro stesse e della loro identità nel mondo, usano <strong>sterili stereotipi</strong> e rappresentazioni distorte della loro vita quotidiana. Il mercato dei video giochi sembra non essere particolarmente fortunato in quanto ad utenza femminile: le donne infatti non sempre apprezzano le tematiche affrontate dai videogiochi e le dinamiche di interazione tra i giocatori. D’altra parte, come Sarah ha saputo descrivere bene nel suo lavoro, <strong>creare dei videogiochi adatti ad un pubblico femminile non è un’operazione tanto banale</strong>.</p>
<p>Questi sono solo due degli articoli che sono stati presentati al workshop ma possono già essere molto indicativi dell’utilità che può avere un confronto su queste tematiche e la creazione di gruppi di interesse intorno ad esse.</p>
<p>Il mio contributo a questo workshop è consistito nella presentazione di una parte della mia tesi di dottorato di ricerca che ho discusso nel marzo scorso all’Università degli Studi di Milano. Il titolo del mio articolo è “<strong>Software localization to gender and culture: fostering female participation and creativity in the Web”</strong>. Parte della mia attività di ricerca è infatti orientata allo <strong>studio di metodi e tecniche</strong> per consentire la <strong>progettazione</strong> e lo <strong>sviluppo</strong> di <strong>sistemi interattivi</strong> che si <strong>adattino alla cultura dell’utente</strong>, intesa non solo come lingua madre e come paese di provenienza, ma anche come background educativo, il sesso dell’utente e di conseguenza il ruolo che ricopre nella società in cui vive e lavora.</p>
<p>L’adattamento di un software ad un profilo così personale, profondo e per certi versi “intimo” dell’utente, le (gli) permetterebbe di esprimersi più liberamente e in modo creativo nel Web e nella società digitale, senza incontrare ostacoli e discriminazioni. Questo workshop ha confermato quello che dovrebbe essere ormai chiaro in ogni società civile, digitale e non, e cioè che la diversità, prima di essere considerata un problema, dovrebbe essere vista come una ricchezza e come tale dovrebbe essere tutelata.</p>
<p>A voi è mai capitato di sentirvi disorientate o anche discriminate durante l’uso di un applicazione software o durante la navigazione dei contenuti di un sito Web?</p>
<p>Se sì, mi piacerebbe molto che mi raccontaste la vostra esperienza!</p>
<p><strong>Barbara </strong></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>iPhone: le applicazioni Geek Chic</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 07:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Posto che noi ragazze geek non abbiamo solo da salvare il mondo dal cattivo gusto, programmare Skynet e conciliare il conciliabile lasciate che vi illustri alcune applicazioni che potrebbero essere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posto che noi ragazze geek non abbiamo solo da salvare il mondo dal cattivo gusto, programmare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Skynet_%28Terminator%29" target="_blank">Skynet</a> e conciliare il conciliabile lasciate che vi illustri alcune applicazioni che potrebbero essere utili nella vita quotidiana di noi vanitose.</p>
<p>Dal make up sino alla scelta dell&#8217;abito. Per chi vuole essere semplicemente efficiente o per chi passa ore a prepararsi.</p>
<p>1 &#8211; <a href="http://itunes.apple.com/app/cosmetifique-manage-your-cosmetics/id348685283?mt=8" target="_blank">Cosmetifique</a></p>
<p>Costa 0,79€. Partiamo quindi dalla cura quotidiana. Non so voi, ma sul viso io cercherei di non mettere composti chimici. Se proprio non voglio essere pigra, cosa c&#8217;è di meglio del poter controllare gli INCI (ingredienti) prima di acquistare un qualunque prodotto per la cura del corpo o del viso? Ottimo per chi ha allergie e vuole essere sicura di districarsi nel mondo delle definizioni astruse che ogni etichetta elenca. Il mondo della cosmesi va verso l&#8217;ecobio e ci dobbiamo adeguare (grazie a <a href="http://www.etaonline.me/" target="_blank">Eta</a> per la segnalazione).</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2481" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-xtqphmfe-320x480-75/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2481" title="cosmetifique" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/mzl.xtqphmfe.320x480-75-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a></p>
<p>2 &#8211; <a href="http://modiface.com/" target="_blank">ModiFace</a></p>
<p>App gratuita. Non è il solito <em>Make Over</em>. La resa finale è realistica e i make up riproducibili sono davvero tanti. Finito il make up virtuale è possibile avere la lista dei prodotti usati e acquistarli. Attenzione, dà dipendenza.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2492" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/makeup4/"></a><a rel="attachment wp-att-2492" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/makeup4/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2492" title="makeup" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/makeup4.png" alt="" width="150" height="225" /></a></p>
<p>3 &#8211; <a href="http://itunes.apple.com/it/app/closet-clothing-organized/id309532414?mt=8" target="_blank">Closet</a></p>
<p>Costa 2,39€ ma potete scaricarvi la versione <a href="http://itunes.apple.com/it/app/closet-lite-clothing-organized/id320215984?mt=8" target="_blank">lite</a> per provarla. Ho iPhone da quasi un anno e <em>Closet</em> fu una delle prima applicazioni che scaricai. È una sorta di guardaroba virtuale. Fotografi e cataloghi tutti i tuoi abiti, gli accessori, le scarpe e le borse. Non potrai più (o quasi) dire <em>non ho niente da mettermi</em>. La cosa divertente è che puoi creare da te abbinamenti e nuovi look. <em>Closet</em> li archivierà. Per le maniache dell&#8217;archiviazione esiste anche un calendario per poter ricordare cosa indossavate il tal giorno.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2482" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-gkyoaion-320x480-75/"></a><a rel="attachment wp-att-2482" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-gkyoaion-320x480-75/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2482" title="closet" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/mzl.gkyoaion.320x480-75-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p>4 &#8211; <a href="http://itunes.apple.com/us/app/pocket-closet/id298037006?mt=8" target="_blank">Pocket Closet</a></p>
<p>Costa 0,79€. Fa lo stesso lavoro di <em>Closet</em> ma è più lineare e meno ricco di features. Una buona alternativa.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2493" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-iszutwfu-320x480-75/"></a><a rel="attachment wp-att-2493" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-iszutwfu-320x480-75/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2493" title="pocket closet" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/mzl.iszutwfu.320x480-75-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2494" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/fr/"></a>5 &#8211; <a href="http://featherreport.blogspot.com/" target="_blank">Feather Report</a></p>
<p>Fashion+Weather ovvero Feather Report. Adesso è disponibile solo per l&#8217;App Store Usa ma, come saprete, basta crearsi un account specifico. Feather funziona così: inserisci il luogo dove sei in questo momento e ti suggerirà un look adatto in sintonia alle previsioni del tempo. Se un particolare capo o accessorio ti piace, puoi cliccare sull&#8217;oggetto e acquistarlo direttamente dallo store.</p>
<p style="text-align: left;"><a rel="attachment wp-att-2494" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/fr/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2494" title="FR" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/FR-150x300.jpg" alt="" width="150" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">6 &#8211; <a href="http://itunes.apple.com/app/ishoes/id309682545?mt=8" target="_blank">iShoes</a></p>
<p>App gratuita. Chi siamo noi per sfatare il mito (spesso negativo a torto) che alle donne piacciono le scarpe? Quindi per le shoes addicted: scarpe, scarpe, scarpe e ancora scarpe. L&#8217;applicazione vi dà la possibilità di archiviare le vostre preferite e di acquistarle direttamente dal sito.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2483" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/ishoes/"></a><a rel="attachment wp-att-2483" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/ishoes/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2483" title="ishoes" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/ishoes-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a></p>
<p>7 &#8211; <a href="http://itunes.apple.com/us/app/ibags/id309819512?mt=8" target="_blank">iBags</a></p>
<p>App gratuita. Fa la stessa identica cosa di <em>iShoes</em> con un altro accessorio principe, le borse.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2495" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-lqspfaxc-320x480-75/"></a><a rel="attachment wp-att-2484" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/ibags/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2484" title="ibags" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/ibags-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a></p>
<p>8 &#8211; <a href="http://www.net-a-porter.com/Content/apps/iphone" target="_blank">Net-a-portér</a></p>
<p>App gratuita. I siti di e-commerce che sono approdati su iPhone sono davvero moltissimi. Dalle case di Moda stesse agli store online più famosi. Valga per tutti quindi segnalare Net-a-portér. Insostituibile.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2496" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-zzllnlds-320x480-75/"><br />
</a><a rel="attachment wp-att-2495" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-lqspfaxc-320x480-75/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2495" title="net" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/mzl.lqspfaxc.320x480-75-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a></p>
<p>9 &#8211; <a href="http://itunes.apple.com/it/app/yoox-com/id337727153?mt=8" target="_blank">Yoox</a></p>
<p>App gratuita. C&#8217;è ancora qualcuna di voi che non conosce Yoox?</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2496" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-zzllnlds-320x480-75/"></a><a rel="attachment wp-att-2496" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-zzllnlds-320x480-75/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2496" title="yoox" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/mzl.zzllnlds.320x480-75-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2485" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-mrywovme-320x480-75/"></a>10 &#8211; <a href="http://itunes.apple.com/us/app/check-again/id355651389?mt=8" target="_blank">Check Again</a></p>
<p>Costa 0,79€. Una vera <em>geek chic </em>sa come organizzarsi la valigia.  Consente di creare liste personalizzate di oggetti, abiti, apparecchiature tecnologiche e di salvarle a seconda del viaggio da affrontare. Flaggando ogni oggetto non potrete più avere il terrore di aver dimenticato il carica batteria o quelle salviette salvavita così utili dopo un viaggio in treno o in aereo. Crea inoltre una cronologia dei vostri viaggi in base alla valigia preparata, duplicabili ogni volta che vi capiterà di fare viaggi simili.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2485" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-mrywovme-320x480-75/"></a><a rel="attachment wp-att-2485" href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/iphone-le-applicazioni-geek-chic/mzl-mrywovme-320x480-75/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2485" title="check again" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/mzl.mrywovme.320x480-75-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p>Adesso tocca a voi: quali sono le app da <em>geek chic</em> indispensabili?</p>
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		<title>Una stanza tutta per me &#8211; Concorso fotografico</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 07:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigina Foggetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ti piace fotografare? Raccontare con le immagini il tuo quotidiano? Bene! foto di Caramellamenta Ti segnaliamo un concorso fotografico promosso dall’Informagiovani di Faenza, insieme all&#8217;Associazione culturale Officine Fotografiche di Ravenna e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti piace fotografare? Raccontare con le immagini il tuo quotidiano? Bene!</p>
<p><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2010/08/Concorso.jpg"><img class="size-medium wp-image-1686 alignnone" title="Concorso" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2010/08/Concorso-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em>foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/caramellamenta/4056262389/">Caramellamenta</a></em></p>
<p>Ti segnaliamo un <a href="http://www.racine.ra.it/informagiovanifaenza/cultura/concorso-fotografico.htm"><strong>concorso fotografico</strong></a> promosso dall’<strong>Informagiovani di Faenza</strong>, insieme all&#8217;<strong>Associazione culturale Officine Fotografiche di Ravenna</strong> e al <strong>Comune di Faenza</strong>:</p>
<blockquote><p><strong>MA ADESSO IO&#8230; HO UNA STANZA TUTTA PER ME</strong><br />
Concorso fotografico sezione speciale XII edizione del Concorso Letterario di Scrittura Femminile <em>Ma Adesso Io.</em></p></blockquote>
<p>E&#8217; <strong>gratuito e aperto a tutte le ragazze dai 18 ai 30 anni</strong>, solo donne perchè fa parte della sezione speciale XII edizione del <a href="http://www.racine.ra.it/pariopportunitafaenza/ma_adesso_12.html">Concorso Letterario di Scrittura Femminile Ma Adesso Io</a>.</p>
<p><strong>Come fare?</strong></p>
<p>Prendi la tua macchina fotografica (digitale, analogica, toy-camera insomma, quella che preferisci) e comincia a pensare a come raccontarci in <strong>4 fotografie la tua giornata</strong>: quello che fai quando ti svegli, durante il giorno, le persone che incontri, i luoghi che frequenti, le cose che ti piacciono e qualsiasi altra idea ti baleni per la testa. L&#8217;importante è che tu riesca a rappresentare la tua quotidianità nel susseguirsi di 4 scatti.</p>
<p>Una volta creato il tuo racconto fotografico, trovagli un titolo (se ne hai voglia puoi aggiungere anche una breve descrizione, ma non è obbligatoria) e invia le tue foto.<br />
Saranno pubblicate all&#8217;interno di un sito presto online e, dopo il <strong>31 ottobre 2010</strong> &#8211; ultimo giorno valido per partecipare &#8211; la giuria si metterà al lavoro per scegliere le vincitrici del concorso, che si aggiudicheranno premi in denaro e ceramica.</p>
<p>Il bando lo trovate sul sito dell<a href="http://www.racine.ra.it/informagiovanifaenza/cultura/concorso-fotografico.htm">&#8216;Informagiovani di Faenza</a>. Per qualsiasi informazione e domande scrivete a <a title="mailto:adessoio.fotografia@gmail.com" href="mailto:adessoio.fotografia@gmail.com" target="_blank">adessoio.fotografia@gmail.com</a></p>
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		<title>Donne e mondo del lavoro. Qualcosa sta cambiando? Lo stato dell’arte.</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigina Foggetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e tecnologia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Cos&#8217;ha di tanto speciale una GGD?</p>
<p>Ad una girl geek dinners capita di fare nuove amicizie, di rivederne piacevolmente di vecchie, di farsi due risate, ma soprattutto di condividere esperienze, di <strong>confrontarsi</strong> su molto aspetti della nostra <strong>vita</strong>, soprattutto <strong>professionale</strong>.</p>
<p>Nuovi progetti, nuove scoperte, successi, ma anche situazioni poco piacevoli, discriminazioni in sede di colloquio, o al rientro da una maternità, quando ci si vede cambiare ruolo e mansione. O quelle più silenziose, come la disparità retributiva o di possibilità di carriera.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img title="Donne ai tavoli che contano" src="http://www.europeanpwn.net/files/3_board_women.jpg" alt="donne ai tavoli che contano, visto da AleBegoli, preso in prestito da European Professional Women’s Network) " width="300" height="417" /><p class="wp-caption-text">Donne ai tavoli che contano, visto da AleBegoli, preso in prestito da European Professional Women’s Network</p></div>
<h3>Al di là di questi episodi, come procede la nostra quotidianità lavorativa, l&#8217;organizzazione del lavoro ci permette di avere le stesse <em>chance</em> dei colleghi maschi?</h3>
<p>Su questo argomento ho trovato online un&#8217;intervista fatta a <strong><a href="http://www.francescazac.it/">Francesca Zajczyk</a></strong>, docente di sociologia all&#8217;<a href="http://www.sociologia.unimib.it/">Università di Milano Bicocca</a> (nonché correlatrice della mia tesi di laurea in metodologia della ricerca sociale, ma questo ovvio non lo troverete mai nella sua biografia ufficiale <img src='http://www.girlgeeklife.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ) a cui è stato chiesto un <strong>parere in merito all&#8217;organizzazione del tempo nei luoghi di lavoro</strong>.</p>
<blockquote><p>Le aziende hanno il &#8220;mito&#8221; della presenza fisica del lavoratore, al di là del rendimento: per esempio, convocano le riunioni nel tardo pomeriggio, penalizzando le mamme, o preferiscono le trasferte alla videoconferenza.</p></blockquote>
<p>Qualche esempio di cambiamento culturale forse c&#8217;è. Alcune aziende, quasi sempre internazionali, permettono ai dipendenti che svolgono mansioni non esecutive di andare in ufficio solo alcuni giorni la settimana. Altre come il <a title="Comune di Bolzano" href="http://www.frauen-arbeit.bz.it/287d5955.html">Comune di Bolzano</a>, tengono aggiornate via email le dipendenti in maternità sulle novità dell&#8217;ufficio, per non farle sentire isolate e rendere meno traumatico il rientro.</p>
<blockquote><p>Le aziende non hanno ancora ben compreso che mettere le persone in condizioni di lavorare meglio non è una concezione, ma <strong>un&#8217;opportunità che va a vantaggio della produttività</strong>.</p></blockquote>
<p><strong>Che cosa possono fare le donne?</strong></p>
<blockquote><p>Presidiare tutti i settori, i media, la politica, contando sul sostegno delle altre donne. E non esitare, ma continuare a chiedere <strong>concessioni</strong>. Prima o poi si trasformeranno in diritti.</p></blockquote>
<p>Francesca Zajczyk è autrice di un saggio dal titolo <strong><em><a href="http://www.saggiatore.it/index.php?page=boo.detail&amp;site=sag&amp;id=bk070030">La resistibile ascesa delle donne in Italia. Stereotipi di genere e costruzione di nuove identità</a></em></strong>, pubblicato nell&#8217;ottobre del 2007. Il risultato di questa ricerca sottolinea che qualcosa sta cambiando in Italia.</p>
<p><a href="http://frazac.blogspot.com/2007/10/la-resistibile-ascesa-delle-donne.html">Sostiene nel suo blog Francesca Zajczyk</a> presentando il suo libro:</p>
<blockquote><p>Sempre più donne raggiungono alti livelli di istruzione, riuscendo ad inserirsi in posizioni elevate del mercato del lavoro. <strong>Donne che si sentono così pari agli uomini da non porsi nemmeno il problema della parità</strong>. Donne che riconoscono sempre più l&#8217;importanza e il valore delle proprie aspettative e dei propri progetti. Che credono nel loro lavoro, aspettandosi di ottenere adeguati riconoscimenti in termini di carriera, prestigio e guadagni. E che pensano che questa legittima aspirazione non debba comportare la rinuncia all&#8217;essere madri e alla qualità della propria vita.<br />
[...]<br />
<strong>Qualcosa sta cambiando</strong>, dunque; ma perché qualcosa cambi davvero occorre <strong>uno sforzo in più</strong>. Occorre rompere le &#8220;vecchie abitudini&#8221; degli stereotipi e dei ruoli femminili e maschili, attraverso nuovi percorsi di confronto fra diverse generazioni di donne e, soprattutto, attraverso un riconoscimento pubblico e politico. Occorre che la politica torni ad essere cinghia di trasmissione dell&#8217;innovazione sociale, partendo da nuove forme di rappresentanza che facciano propria una generalizzata filosofia di investimento sulle donne e riconoscano loro quel ruolo di agenti del cambiamento ormai evocato da molti, troppo spesso solo a parole.</p></blockquote>
<p>Le ragazze ottengono in genere migliori risultati scolastici dei loro coetanei maschi e <strong>l&#8217;alta scolarità femminile è uno degli strumenti migliori di affermazione </strong>della propria indipendenza e autonomia. Oltre metà delle intervistate ha fatto esperienze all&#8217;estero sia di studio sia professionali, cosa che ha permesso loro non solo di intraprendere una carriera professionale di alto profilo, ma anche di confrontarsi con situazioni in cui la parità tra i generi è maggiormente praticata.</p>
<p>Eppure non solo in famiglia, ma anche<strong> nelle aziende certi stereotipi sono duri a morire</strong>: i <strong>settori tecnici e scientifici</strong> sono giudicati appannaggio maschile. In più, le statistiche ci dicono che, una volta conseguita la laurea, <strong>le donne mediamente guadagnano meno degli uomini</strong>. E questo anche con l&#8217;avanzamento della carriera.</p>
<h3>Uguaglianza retributiva</h3>
<p>E a proposito di salari la notizia di questi giorni arriva dalla <strong>Gran Bretagna</strong>: l&#8217;<a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/business/law/article6157760.ece"><strong><em>Equalities Bill</em></strong></a>, il <strong>progetto di legge sulle pari opportunità</strong>. Il governo britannico sembra voler prendere provvedimenti in materia con una legge. <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_aprile_24/salari_uomini_donne_gran_bretagna_d771f21e-30a9-11de-ac52-00144f02aabc.shtml">La notizia è di qualche giorno fa</a>.</p>
<p>Nel Regno Unito il <strong>gap salariale</strong> tra uomini e donne è diminuito dal 21% del 1997 al <strong>17,1% attuale</strong>, grazie soprattutto all&#8217;introduzione del salario minimo. Tuttavia, nel settore privato la disparità è tornata con forza, con una media del 22%.</p>
<p>Questa legge prevede che le aziende <strong>rendano noto quanto vengono pagati i dipendenti</strong>. Rivolta alle aziende con più di 250 dipendenti, mentre si riducono a 150 per il settore pubblico. A partire dal 2013, le aziende che non rispetteranno questi parametri, incorreranno in cause penali o civili.</p>
<h3>E in Europa cosa succede?</h3>
<p>La  Commissione europea il 3 marzo 2009 ha lanciato una <strong>campagna</strong> in tutta l&#8217;UE <strong>contro le disparità retributive tra uomini e donne </strong>(<em><a href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=681&amp;langId=en">Pay gap campaign</a></em>). Complessivamente, nell&#8217;intera economia europea<strong>, le donne guadagnano </strong>in media<strong> il 17,4% in meno degli uomini</strong>.</p>
<p>Al centro della campagna, lanciata per sensibilizzare al problema della disparità salariale, discuterne le cause e i modi di risolverlo, c&#8217;è il semplice concetto di &#8220;<strong>stesso guadagno per un lavoro dello stesso valore</strong>&#8220;.</p>
<p><a href="http://ec.europa.eu/commission_barroso/spidla/index.cfm?langId=en">Vladimír Špidla</a>, commissario UE alle pari opportunità, ha affermato:</p>
<blockquote><p>La campagna mira a informare sui motivi per cui le donne in Europa continuano a guadagnare meno degli uomini (e in misura così ampia) e su quanto è possibile fare in proposito.</p>
<p>In questo momento della nostra vita economica, la parità tra uomini e donne è più importante che mai. Solo se raccogliamo il potenziale di tutti i nostri talenti possiamo fare fronte alla crisi.</p></blockquote>
<p>La disparità salariale, riducendo reddito e pensioni durante la vita attiva delle donne, causa poi <strong>povertà in età avanzata</strong>. Il 21% delle donne di oltre 65 anni d&#8217;età rischia la povertà, contro il 16% degli uomini.</p>
<p>Sull&#8217;argomento è stato <a href="http://www.tvlink.org/vnr.cfm?vidID=315">girato anche un documentario</a> che illustra la situazione in Europa.</p>
<h3>Donne e uomini nel processo decisionale.</h3>
<p>Intanto, una nuova indagine effettuata per la Commissione, <strong><em><a href="http://ec.europa.eu/employment_social/publications/booklets/equality/pdf/ke8109543_en.pdf">Women in European Politics &#8211; time for action</a>*</em></strong>, conferma che le donne sono drammaticamente sotto rappresentate nei vertici decisionali dell&#8217;economia e della politica europea. Le banche centrali di tutti i 27 Stati membri dell&#8217;UE hanno un governatore maschio. La sotto rappresentazione delle donne ai livelli superiori è aumentata nelle grandi imprese: lì, quasi il 90% dei membri dei consigli di amministrazione delle principali imprese (le &#8220;blue-chip&#8221; dei listini di borsa) sono uomini &#8211; cifra a mala pena migliorata negli ultimi anni.</p>
<p>Per una fotografia sulla situazione in Italia vi rimando al post di Paola, <a href="http://livepaola.blogspot.com/2009/03/e-marzo.html">Rapporto Cerved: Le donne al comando delle imprese Italiane</a>, a quello di <a href="http://blog.alebegoli.it/2009/04/24/donne-ai-tavoli-che-contano/">Alessandra</a>, che cita un <a href="http://annazavaritt.blog.ilsole24ore.com/la_revolution_en_rose/">post di Anna Zavaritt </a>davvero interessante.</p>
<h3>E quindi?</h3>
<p><strong>Cosa può fare ognuna di noi per migliorare la situazione?</strong></p>
<p>Empowerment, lobbying, o bastano qualità personali come tenacia, impegno e caparbietà?</p>
<p>Il dibattito è aperto <img src='http://www.girlgeeklife.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>* Al momento della stesura di questo post il server che ospita il documento è momentaneamente inaccessibile. Il link è giusto, come riportato da google search e vari altri siti.</em></p>
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