Un computer dal cuore saggio: fiaba contro il cyberbullismo

Un computer dal cuore saggio ovvero la storia di Carlotta, Gatto Piombino e del loro computer Lobsan che li accompagna alla scoperta del web e che insegna ai bambini la consapevolezza

computersaggio

Una fiaba per far capire ai bambini l’importanza dell’uso consapevole della Rete è quella scritta dall’esperto di sicurezza informatica Mauro Ozenda e dalla pedagogista Rosa Rita Formica ai quali abbiamo fatto una intervista doppia per capire meglio il fenomeno cyberbullismo e gli obiettivi che si pone la fiaba.

Perché una fiaba sul Cyberbullismo? Da dove nasce l’esigenza?

Rosa Rita: “Ho ritenuto fosse importante parlare anche ai più piccoli di tematiche delicate, considerata la sempre minor età di approccio agli strumenti informatici. Non è più utile, come ben sappiamo, nessuna demonizzazione ma solo affiancamento ed educazione corretta”.  

Mauro: “Da circa 10 anni mi sono avvicinato al mondo dei ragazzi organizzando convegni ma soprattutto incontrando gli stessi nelle loro scuole in giro per l’Italia, ascoltando la loro voce cercando di portare il mio personale contributo formativo/educativo. Una costante ricorrente era quella di almeno un fatto accaduto in ogni scuola relativamente ad episodi di bullismo che veniva viralizzato e amplificato in tempo reale sulla Rete. Ciò mi ha fatto riflettere e pensare che anche in questo caso la miglior cura è la prevenzione in tenera età, non appena viene messo in mano a un bambino lo strumento tecnologico, da parte dell’adulto è fondamentale l’affiancamento e l’educazione al corretto uso dello stesso. In tal senso una fiaba rivolta a bambini della scuola primaria è l’ideale per trasmettere concetti importanti che in qualche modo consentano ai futuri ragazzi di far proprie regole e conoscenze di base che consentano di evitare di commettere più o meno consapevolmente veri e propri reati nei confronti dei coetanei”.

Molti dicono che bullismo e cyberbullismo siano la stessa cosa: cosa pensate a riguardo?

Rosa Rita: “Protezione è la chiave educativa a mio avviso più importante per affrontare il bullismo in genere e di conseguenza il cyberbullismo, che ne è una forma. I bulli sono ragazzi o bambini incapaci di gestire un emozionale istintivo, bisognoso di cura, in cui la dimensione genitoriale come “protezione” “confine primo educativo” non  si è resa efficace sia per incapacità di apporre regole e limiti, sia per l’ aggressività che è stata veicolata nelle relazioni familiari. Il tema però è più complesso di una mia semplice riflessione. In questa fiaba, ho più volte sostenuto, nella prefazione, che la dimensione di chi è grande ed  ha più esperienza in relazione con il più piccolo è fondamentale: diviene preziosa consapevolezza di cura”.

Mauro:La parola “cyber” identifica una sottile ma importante differenza. Mentre il bullismo tradizionale è un atto che avviene in uno specifico momento all’interno di uno spazio circoscritto, il cyberbullismo si evidenzia per la possibilità di ripetersi in maniera sistematica e continua grazie alle dinamiche che consente la rete e i nuovi ambienti di socializzazione (social network, instant messagging etc). Inoltre la Rete consente l’anonimato dunque è più semplice per l’aggressore colpire la vittima designata. Di seguito alcuni esempi comportamentali concreti ricorrenti all’interno dei gruppi adolescenziali di oggi:

  • Trasmettere immagini di natura personale della propria ex fidanzatina in atteggiamenti intimi via Whatsapp o analoghi agli amici;
  • Riprendere atti di bullismo di qualunque natura essi siano (pestaggio, razzismo, omofobia) e trasferirli su Youtube viralizzandoli tramite Facebook o analoghi;
  • Escludere amici di classe dai gruppi creati all’interno di Social Network e sistemi di messaggistica istantanea;
  • Flaming (aggressività online) nei confronti di altri amici online;
  • Perseguitare (cyberstalking) la vittima mandando messaggi aggressivi e denigratori;
  • Falsificare informazioni e immagini e pubblicarle online danneggiando la reputazione della vittima”.

Qualche consiglio per i genitori che vogliono aiutare i propri figli in Rete

Rosa Rita: “La  fiaba ha come suo punto di forza le illustrazioni fatte da una bimba di dieci anni, sguardo  autentico di chi osserva con gli occhi incantati ma sicuramente immediati, la realtà del web. Consigli per i genitori in tre parole: vicinanza/affiancamento emotivo, creatività, consapevolezza del proprio ruolo preciso”.

Mauro: “Consiglierei di:

  1. Informarsi, aggiornarsi e cominciare ad utilizzare i medesimi strumenti che utilizzeranno i nostri figli futuri adolescenti. Iniziare nella prima infanzia (terza elementare) focalizzandosi primariamente sulla tutela della propria privacy e sugli strumenti di sicurezza (antivirus, firewall).
  2. Proteggere il dispositivo utilizzato dal figlio con un buon “parental control” che vi consenta di indicare voi genitori su quali siti possano navigare piuttosto che quali app (giochi o altro) possano installare e quali amici possono aggiungere nei nuovi ambienti mediali. Monitorare la navigazione, inserire password efficaci di accesso.
  3. Sui sistemi di messaggistica e all’interno dei Social Network non accettare amicizie che non si conoscono nella vita reale. Inserire sempre un nickname di fantasia quantomeno sino ai 16 anni d’età e non inserire alcun dato personale che li riguarda né postare pubblicamente informazioni riservate.

Affiancare, educare all’uso, in una parola trasferire il buon senso spiegando ai propri figli che qualunque cosa venga postata una sola volta un secondo resta un tatuaggio indelebile e difficilmente si torna indietro. Dunque “prima di postare pensa”. Dare delle regole finalizzate alla sua tutela personale. Partecipare infine agli incontri a tema che consulenti come me svolgono all’interno della scuola italiana”.

3 app o software che vi sentireste di consigliare

Mauro: “Più che consigliare un’app indicherei come link di riferimento per la scelta dell’applicazione o del software più appropriato per la tutela del proprio figlio il sito www.ilfiltro.it del bravo collega e amico Michele Crudele – Centro Elis. Un portale di tutela dei minori online costantemente aggiornato all’interno del quale sono presenti importanti risorse didattiche per formarsi ed aggiornarsi cui ogni genitore dovrebbe attingere. Circa i software è possibile trovare un confronto fra i principali esistenti oggi (gratuiti e non) con una valutazione per ognuno di questi (http://www.ilfiltro.it/test).

Siti web sulla tematica che consiglio:

http://www.cyberbullismo.com/

http://www.sicurinrete.it

http://www.tecnoager.eu

Iniziative sulla consapevolezza in Rete (non necessariamente italiane) che vi sentite di segnalare come buone pratiche:

Mauro: “L’attività svolta dalla Polizia Postale e delle Comunicazione mediante il progetto “Una Vita da Social” dove agenti vengono impegnati a svolgere formazione all’interno delle scuole italiane sensibilizzando circa l’uso sicuro della Rete. Vorrei poi ricordare l’attività svolta nel corso degli ultimi anni da Mani Colorate in particolare dai suoi membri costantemente impegnati Baldovino e Canavese (www.manicolorate.org) nell’Astigiano e in provincia di Imperia dove ogni anno vengono formati ragazzi della scuola primaria e della scuola media inferiore. Fra le altre ricordo la giornata “Safer Internet Day” che si ripete ogni anno la prima settimana di febbraio durante la quale in tutta Italia si susseguono eventi legati al tema della sicurezza in Rete”.

Autrice: Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.
Website: http://unbitalgiorno.wordpress.com
Twitter: suxsonica