Socloo vuole portare il social learning nelle scuole italiane

Durante lo scorso anno Girl Geek Life aveva presentato una rassegna di app per insegnanti e scuole, che però erano per lo più utilizzate negli Stati Uniti. Ai primi di marzo di quest’anno è terminata la fase di sperimentazione di Socloo (= SOCiaL schOOl), una piattaforma gratuita di social learning che si pone come obiettivo quello di connettere scuole, classi, docenti e studenti.

socloo

Socloo è un progetto interamente italiano coordinato da Andrea Armellini che, con la sua esperienza di genitore di sei ragazzi, ha potuto studiare l’evoluzione che la scuola italiana sta vivendo e il cambiamento radicale che la digitalizzazione ha portato al modo di insegnare e a quello di imparare.

La piattaforma integra quelle che sono le funzionalità tipiche di uno strumento di e-learning con strumenti per il supporto di comunicazione, condivisione e collaborazione. Socloo offre un ambiente protetto e sicuro accessibile da qualsiasi tipo di device, sia desktop che mobile, ed è progettato per le scuole secondarie di primo e secondo grado.

Socloo può essere attivato sia dal singolo insegnante che dalla scuola che vuole adottarlo come strumento condiviso. Gli insegnanti possono accedere solo dopo che ne è stata verificata l’identità garantendo quindi agli studenti di poter accedere ad un ambiente virtuale totalmente protetto.

Spetta agli insegnanti il compito di attivare gli account agli studenti e di vigilare sul loro comportamento e sul materiale che viene condiviso. Particolare attenzione viene data al cyberbullismo e alla sua prevenzione da parte degli insegnanti che tramite Socloo hanno modo di sensibilizzare i ragazzi ad un uso corretto della rete. Ogni insegnante può gestire anche più di una classe, anche con diverse materie, e può formare gruppi di lavoro, eventi e progetti condivisi anche coinvolgendo classi di scuole diverse.

Il modello didattico offerto da Socloo vede l’insegnante fare sempre meno ricorso alla didattica frontale più tradizionale e muoversi verso un nuovo approccio all’insegnamento: la lezione non viene più seguita a scuola, ma a casa, e non è più la casa il luogo in cui si fanno i compiti ma la scuola. Si parla appunto di didattica flipped, proprio perché capovolge il modello a cui siamo abituati e con il quale siamo cresciuti.

Autrice: Barbara Rita Barricelli

Ricercatrice (e girl geek) lavora presso il Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi di Milano. Si occupa di Human-Computer Interaction, semiotica computazionale, End-User Development e progettazione creativa e partecipativa interdisciplinare. Le piace lavorare a maglia, all'uncinetto e ricamare, adora il DIY in generale e spende fin troppo tempo su Pinterest. Il suo nickname è Sciuradaltura.
Website: http://www.barricelli.net
Twitter: sciuradaltura