Da Tech Economy: batterie più longeve con Google X

Abbiamo selezionato dal magazine Tech Economy la notizia riferita a uno dei progetti ai quali starebbe lavorando Google X, il laboratorio “segreto” di Mountain View, che starebbe progettando batterie più sicure e più longeve.

Foto di Graham Smith, Flickr
Foto di Graham Smith, Flickr

Verso la fine del 2012, scrive il Journal, un team guidato dall’ex di Apple Ramesh Bhardwaj ha cominciato a testare batterie sviluppate da terzi impiegate nei dispositivi Google. Un anno dopo la squadra di ricerca ha ampliato il suo orizzonte per concentrarsi su tecnologie da poter sviluppare in proprio. L’obiettivo sarebbe quello di migliorare l’attuale tecnologia basata sugli ioni di litio e quella delle batterie allo stato solido per offrire prestazioni migliori a dispositivi come i Google Glass.

Che gran parte della battaglia dei device del futuro si giochi sulla “durata” delle batterie di dispositivi sempre più funzionali ma altrettanto dispendiosi in termini di energia, lo dimostra il grande interesse suscitato dalla notizia sulla invenzione di una batteria che potrebbe accorciare i tempi di ricarica di uno smartphone a un solo minuto. Un gruppo di ricercatori della Stanford University, infatti, ha realizzato una batteria di alluminio che promette il miracolo. La ricerca è stata seguita da Hongjie Dai insieme a un gruppo di scienziati che, insieme a  lui, hanno pubblicato i risultati della prima fase prototipale su Nature.

Dai ha spiegato di avere realizzato una “batteria di alluminio ricaricabile che potrebbe sostituire i sistemi per accumulare energia odierni, come le alcaline, che sono molto inquinanti, e le batterie agli ioni di litio, che a volte si scaldano e si incendiano. La nostra batteria non prenderà mai fuoco, anche se provi a bucarla”. In questo caso al momento si tratta solo di un prototipo che necessiterà ancora di studi e perfezionamenti.

Chi non vorrebbe una batteria che si possa ricaricare in un minuti e possa durare settimane intere?

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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