4 volontarie per far crescere i quartieri a tecnologia

4 ragazze volontarie per un “incubatore di cultura”, un progetto che in vari quartieri di Roma vuole avvicinare tutti alla tecnologia. Il progetto L’Angolo Del Computer realizza a costo zero (recuperando materiale obsoleto) delle sale computer e formazione gratuita.

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Uno dei momenti del corso per anziani

Non solo corsi di formazione all’Angolo del Computer, ma anche presentazione di prodotti, assistenza ai personal computer, riparazioni e consigli, eventi e attività formative per le scuole. Tutto grazie al lavoro volontario che riesce ad aggregare giovani e anziani per un positivo confronto generazionale. “Lo scorso anno per esempio – racconta una delle 4 ragazze digitali, Alessia, che si occupa anche delle riparazioni pc – abbiamo organizzato nel quartiere un evento particolare: la mattina il Safer Internet Day per i bambini mentre nel pomeriggio il primo Safer internet Day dedicato ad un centro anziani, con tematiche mirate proprio a questo target“.

Come vi siete trovate voi “ragazze digitali”?

Ci siamo conosciute (e speriamo di conoscere altre persone) “durante il viaggio” visto che in occasione delle attività che organizziamo la gente si avvicina e ci chiede di poter partecipare. È come se io ed Emanuele (uno degli altri ragazzi che fanno parte del progetto L’Angolo del Computer, ndr) avessimo iniziato un viaggio tra vari paesi ed in ogni tappa si è aggiunta una nuova persona.  Il rapporto tra noi è molto bello, siamo unite, abbiamo interessi in comune ed abbiamo una grande voglia di fare IT che possa migliorare la nostra città, insomma per noi aiutare il prossimo è qualcosa che ci rendi contenti.

Com’è una Roma smart city?

Vorrei fare una premessa: Roma, come tante città italiane, soffre molto il gap tecnologico. Noi come Paese, alla pari di altre nazioni, siamo molto ma molto indietro rispetto ad altri paese Europei dove la tecnologia è molto più utilizzata e soprattutto ad un livello di gran lunga superiore. Smart City è un termine che può portare benefici oltre a tanto lavoro. Basta pensare a quanto le tecnologie potrebbero migliorare i trasporti pubblici, la salute, il rapporto dei cittadini con la PA e tanto altro. Smart City è questo: migliorare la qualità di vita, ottimizzare i tempi e soprattutto mettere un processo di sviluppo continuo.

Cosa manca e cosa pensate di poter fare voi (e la collettività in generale) per migliorare la situazione?

Noi ogni tre-sette mesi realizziamo un progetto. Abbiamo i due responsabili del progetto (Sergio ed Emanuele) che forniscono a noi nuovi obiettivi. Ad esempio i prossimi due progetti sono PC amico che consiste nella realizzazione in ogni centro anziani di una “postazione di servizio”, utile ai disoccupati, alle donne straniere, a chi vuole accedere ai servizi della PA e tanto altro. Altra iniziativa che partirà subito dopo Natale è la PC Office, ovvero un’area dove i cittadini troveranno una persona che ripara il computer (sia per problemi hardware che software).

Nei corsi usate prodotti open source?

Al momento utilizziamo prodotti Microsoft o proprietari, perché tramite il programma TechSoup possiamo beneficiare delle donazioni di software.

Collaborate con alcune community come LUG o altre?

Al momento collaboriamo con le associazioni, ci affianchiamo a loro per dare un valore aggiunto oppure per portare avanti un progetto in comune, sempre con tematica tecnologia e cultura.

Lavoro volontario, desiderio di aiutare gli altri ad abbattere il “divide” tecnologico sono il collante di questi volontari che, nel loro piccolo, si danno da fare per far somigliare i territori dove abitano a territori intelligenti, o meglio inclusivi.

Autrice: Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.
Website: http://unbitalgiorno.wordpress.com
Twitter: suxsonica