“Saper programmare è importante quanto leggere e scrivere” si legge sul sito di Coderdojo Roma, una delle sedi di questa rete internazionale che vuole crescere i bambini a pane e programmazione, iniziandoli ad un uso consapevole delle tecnologie.

Da sinistra Agnese Addone e Caterina Moscetti

Da sinistra Agnese Addone e Caterina Moscetti

Genitori, bambini, pc, merenda. Questi sono gli ingredienti degli incontri che organizzano i Coderdojo e che sono aperti ai bambini e ai ragazzi, che hanno accesso gratuito a laboratori che vanno dal coding, alla prova della stampa 3D alla robotica. In Italia sono oltre una trentina i centri Coderdojo, sparsi un po’ in tutto lo stivale anche se prevalentemente concentrati nel centro-nord. Molteplici le iniziative di disseminazione svolte da Coderdojo Italia e finalizzate a presentare obiettivi e attività. Ultime solo in ordine di tempo la partecipazione al Giffoni Innovation Hub e all’evento internazionale dedicato al digitale che si è svolto a inizi luglio a Venezia Digital Venice.

“Non deve passare il concetto – afferma Caterina Moscetti, champion di Coderdojo Sigillo e docente di scuola primaria all’Istituto Comprensivo di Sigillo – che vogliamo formare piccoli nerd. L’obiettivo dei nostri laboratori è molto più ampio”. Tanto che poi Caterina insieme a Agnese Addone, champion del CoderDojo Roma e docente di scuola primaria all’Istituto Comprensivo Alfieri Lante della Rovere di Roma, ci elenca le 5 ragioni per cui un bambino dovrebbe imparare a programmare:

  1. si stimola la creatività
  2. si sviluppa il pensiero logico e algoritmico
  3. si impara a cercare una soluzione ai problemi
  4. ci si abitua a scrivere le tecnologie e non solo a leggerle
  5. si impara a collaborare e condividere

“Le tecnologie – afferma Agnese – diventano pericolose nel momento in cui sono usate in modo non consapevole. Se un bambino non viene lasciato solo, se è guidato come facciamo noi nei laboratori, se conosce a fondo ciò che sta usando e non ne ha paura sicuramente ha buone probabilità di diventare un adulto in grado di usare al meglio il digitale, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni”. E mentre ci raccontano la loro esperienza Agnese e Caterina stanno già lavorando agli incontri mensili di Sigillo in Umbria e alla prossima Maker Faire di Roma, dove Coderdojo sarà presente con desk informativo interattivo e con tanti workshop dedicati a genitori e bambini. “Ci saranno laboratori di robotica con Arduino, di programmazione e stampa 3D – anticipa Caterina – anche grazie ad un programma di progettazione grafica semplice e adatto ai bambini, da usare con una stampante 3D costruita da uno dei nostri mentor Coderdojo di Sigillo, Manuele Cesarini, che integra stampante e computer”.

Ad Agnese e Caterina abbiamo chiesto anche qualche consiglio su app e software da far usare ai bambini. Questa la folta lista che ne è uscita per i programmi:

Scratch
, il linguaggio di programmazione open source più usato nei laboratori di coding Coderdojo
Code.org e Processing.org, luoghi dove imparare a programmare Tinkercad per la progettazione grafica
Notepad Plus Plus per i laboratori di HTML

E per le app invece Kodable, Hopscotch, Daisy the Dino e Plants vs zombies 2.

“Siamo costantemente alla ricerca di mentor – afferma Agnese – perché le nostre attività non sarebbero possibili senza l’impegno volontario di persone che condividono i nostri obiettivi”. Requisiti per potersi candidare? Qualche chilo di buona volontà, almeno 200 g di creatività e… amore per i bambini quanto basta a trascorrere pomeriggi indimenticabili.

E allora, care amiche geek, cosa aspettate? Proponetevi anche voi come guide digitali per piccoli geek in erba.