Le buone idee premiate a Donna è Web

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Talento, creatività, imprenditoria. Questo è quello che vuole incentivare il premio Donna è Web che, dal 2004, seleziona buone idee al femminile concretizzate in progetti in Rete.  Il premio, promosso da Tag Gender Art & Tecnologies e Cna Toscana, vuole mettere in evidenza la forte alleanza che si può stringere tra web e impresa, soprattutto se impresa vuol dire creatività, capacità di organizzazione, entusiasmo e il prendere la vita con quella leggerezza che, come diceva Italo Calvino, non è superficialità ma è saper planare sulle cose dall’alto.

“La cosa migliore di Donna è Web – afferma l’ideatrice Adele Marra – sono le persone che incontriamo alla finale: volti sconosciuti legati a progetti conosciuti, strette di mano che si fanno abbracci, consapevolezza di vivere nella stessa barca, onoff, dentro e fuori, desiderio di ritrovarsi ancora e di fare insieme cose nuove, cose belle, cose buone per ciascuna di noi e per gli altri”. E’ questo il clima che si respirava tra i vicoli del centro storico di Pietrasanta nella tre giorni organizzata da venerdì 15 a domenica 16 dicembre e animata dal  festival OnOff in cui si sono susseguiti workshop, laboratori didattici e tavole rotonde.

In un teatro comunale quasi tutto al femminile domenica mattina sono state decretate le vincitrici per ogni categoria. Il primo premio è andato a Toponomastica Femminile, un progetto di Maria Pia Ercolini e Maria Antonietta Nuzzo che propone la costruzione di una piattaforma dove raccogliere idee e buone pratiche per fare in modo che nelle vie, nelle piazze, nei vicoli delle città italiane possano figurare anche nomi di donne.  Il premio della “critica” della giura è andato a Federica Paghi, Gaia Gasparetto, Chiara Guttilla con il loro blog Amicheprecarie, che racconta in modo ironico la spiacevole situazione in cui spesso ci si trova affacciandosi oggi al mondo del lavoro. Ad Annamaria Testa, con il suo Nuovoeutile, è andato  il Premio Buone Prassi quale riconoscimento alla carriera.

Questi i premi assegnati per ogni singola categoria di concorso:

Vincere, come è stato sottolineato in apertura della cerimonia di premiazione, non è tanto essere nominate quanto partecipare. E i sessanta progetti “in gara” meritavano tutti di essere scoperti, studiati e supportati. Programmatrici, giornaliste, blogger, professioniste, studentesse. Tutte insieme con il desiderio di condividere la propria idea, scambiarsi opinioni, conoscersi, fare la famosa unione che spesso, come recita l’antico proverbio, fa anche la forza. “Questo bel clima – sostiene l’ideatrice del premio – è quanto rimane di tre giorni di ansia, preoccupazione, rabbia, tristezza, incertezza, gioia, fatica, incomprensioni, pacche sulla spalla, caffè, corse, sorrisi, stanchezza”. Questo è l’approccio con cui si può guardare al binomio impresa e donna, bypassando lo stereotipo dell’impresa costruita su misura per la mamma che deve stare a casa o sulla donna che usa Internet come ripiego ad una professione diversa che le piacerebbe ma alla quale deve rinunciare. La Rete quindi come risorsa abbinata a quanto di meglio le donne sanno imprimere. Tra le frasi migliori ascoltate quella di una delle premiate che ha dedicato il premio al padre, che le ha saputo insegnare l’arte di arrangiarsi. Quell’arte antica di non soccombere, di tirar fuori la grinta nei momenti peggiori, di buttare tutto alle spalle e andare avanti. Magari facendo rete nella Rete.

 

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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