Fancy e gli altri: ctrl-c a Pinterest?

Home page di Fancy

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Fancy è un luogo dove scoprire roba fantastica, curare una collezione delle cose che ami, ricevere aggiornamenti sulle tue marche e i tuoi negozi preferiti e condividere le tue scoperte”.

Così viene presentato questo simil social network che sta decollando, facendo strage di cuori soprattutto fra le celebrità americane. Incuriosite, ci siamo iscritte per scoprire che in realtà è solo una delle tante copie tra le brutte copie di Pinterest.

Prodotti di Jessica Simpson

Prodotti di Jessica Simpson

Unica differenza è che su Fancy non si crea un catalogo (una simil pinboard) solo per il gusto di condividere con altri le proprie passioni o le cose che ci piacciono. Si crea un catalogo per riempire un carrello di cose da comprare, visto che qui tutto o quasi è in vendita. Per il funzionamento niente differenze: invece che fare Pin su un’immagine che ci piace facciamo Fancy, possiamo invitare gli amici e sbirciare i profili degli altri (personaggi famosi inclusi) per sapere, ad esempio, che al pinco pallino famoso piace il Budda caricabatteria USB.

Tantissimi, ad onor del vero, sono i gadget “sfiziosi” che vi si trovano, quasi a ricordare un vecchio catalogo dell’Euronova di un tempo con le sue pantofole riscaldate a batteria o i nani da giardino. Visto questo, ci siamo anche dette, perché non provare a fare una ricognizione (sicuramente non esaustiva) delle “riproduzioni” di un social network, come Pinterest, che è riuscito a trovare un approccio innovativo indubbiamente giudicato interessante anche da altri. Ci siamo imbattuti (rinunciando alla fine a testare tutti) in:

  • Trippy dove condividere foto dei luoghi di viaggio visitati;
  • Wanderfly, che sempre in tema di viaggi, un po’ come i Turisti per caso italiani, vuole raccogliere consigli e commenti sui luoghi di vacanza;
  • Gtrot che tenta di far costruire percorsi per immagini di posti da vedere in una determinata città;
  • Stumbleupon, un servizio di navigazione, dove ciascun membro costruisce un catalogo visuale di siti per i quali esprime giudizio favorevole;
  • Delicious, che al pari di Stumbelupon, consente a ciascun utente registrato di inventariare i propri bookmark presentati in veste “Pingrafica”
  • Hunuku pensato per la condivisione di foto e video dei “fatti di casa propria”, ovvero delle esperienze familiari vissute che hanno lasciato un segno nella nostra vita;
  • Stylepin dove costruire una raccolta di immagini legate al nostro stile, un po’ come se fosse un armadio virtuale da mostrare.

Interrompiamo il viaggio prima di arrivare a parlare dei luoghi sociali quasi riservati a soli uomini come Gentlemint Manteresting dove si condividono soprattutto “accessori maschili” (armi, coltelli, orologi…un po’ come il reparto giochi bimbo insomma), Dartitup dove l’accessorio è costituito da immagini di belle ragazze fino alle pornboard di Snatchly.

Giunti al capolinea di questo viaggio tra i “siti per immagini” di certo si può solo affermare che, come scriveva Charles Caleb Colton,

l’imitazione è la più sincera delle adulazioni”.

Autrice: Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.
Website: http://unbitalgiorno.wordpress.com
Twitter: suxsonica