La realtà virtuale: cos’è e a cosa serve

CAVE, Foto di dpape, Flickr

CAVE, Foto di dpape, Flickr

Giornali, cinema e televisione continuano a citare la Realtà Virtuale. Ma cos’è davvero e a cosa serve?

Si parla di Realtà Virtuale (in inglese Virtual Reality, VR) in riferimento a tutte quelle tecniche che permettono di indurre esperienze sensoriali di luoghi o oggetti, reali o immaginari, che vengono simulati per mezzo di tecnologie informatiche.

La Realtà Virtuale è percepita come una nuova tecnologia che si prefigge di alterare in modo considerevole il modo in cui gli individui possono interagire con il computer.  Come lo stesso nome suggerisce, introduce la volontà di creare una dimensione “parallela” nella quale l’utente si immerge. La sua principale caratteristica è un forte senso di realtà: si intende quindi una simulazione della realtà effettiva.

Questa simulazione, ottenuta con il più alto grado di realismo possibile, deve coinvolgere i sensi dello spettatore (vista, udito, tatto) il quale ha l’impressione di divenire parte di un mondo reale (assimilabile ad un ambiente verosimilmente reale) o immaginario. Può essere quindi  considerata come una vera e propria esperienza di tipo mentale: il soggetto crede realmente di essere in quel mondo e di potervi interagire, esattamente come accade nel mondo reale.

Sono due le principali caratteristiche di questo ambiente virtuale:

  • La percezione reale dell’essere in quel mondo. Sensazione amplificata dall’uso di apposite strumentazioni e di immagini;
  • La possibilità  di interagire con movimenti di corpo, testa e arti aumentando la sensazione di potersi impadronire di quella dimensione.

Attraverso questo nuovo mezzo il soggetto vive in prima persona la sensazione di coinvolgimento, dimostrando un’effettiva partecipazione, nonostante gli oggetti e gli spazi con i quali si ritrova a interagire esistano soltanto nella memoria del computer e nella propria mente. Il soggetto non è quindi più soltanto un semplice spettatore di ciò che accade sullo schermo (come può accadere, ad esempio, durante la proiezione di un film) ma ha una partecipazione attiva.

Il processo di interazione con gli oggetti virtuali accade veramente, anche se ovviamente non può essere comparato a ciò che accade nel mondo reale. Per poter ottenere determinati risultati bisogna essere dotati di un’interfaccia grafica (rappresentante il mondo virtuale) e, in particolare, tre principali variabili devono essere manipolate:

  • Spazio: questo elemento può essere modificato a piacere. Questa possibilità è data dal fatto che si tratta di un ambiente simulato e non dello spazio reale.
  • Tempo: la percezione di questa grandezza può essere molto differente a seconda delle situazioni in cui ci si viene a trovare e di quello che accade attorno all’osservatore.
  • Interazione: ambienti e situazioni non sono statici ma sono generati a seconda dei comportamenti dell’utente, il quale è quindi protagonista degli avvenimenti.

A seconda del grado di immersione e coinvolgimento, si distinguono a questo punto tre tipi di VR:

  • Realtà Virtuale Immersiva (IVR): si definisce immersiva quando è in grado di creare un senso di immersione di tipo sensoriale nell’ambiente tridimensionale generato dal computer. Tale sensazione è aumentata dalla possibilità di interagire in tempo reale con gli oggetti raffigurati nello spazio virtuale;
  • Realtà Virtuale Non Immersiva (Desktop VR): Il nuovo setting non viene percepito come reale poichè manca la sensazione di coinvolgimento in prima persona;
  • Realtà Aumentata (Augmented Reality, AR), permette di sovrapporre le immagini generate dal computer a quelle reali aumentandone il contenuto informativo (si pensi al celeberrimo film Robocop, dove il protagonista attingeva informazioni sul mondo e sulle persone proprio attraverso dei dati che venivano sovrapposti alla vista).

Per cosa può essere utilizzata la VR?

Virtual Reality

Virtual Reality - Fonte Wikipedia

L’effettivo utilizzo della realtà virtuale  e delle sue tecnologie sono molto ampi. Dal mercato videoludico (videogiochi, film, cinema) fino a scopi medico-terapeutici (riabilitazione, rieducazione).

Allo stesso modo i due mondi ludico e “pratico” si possono unire dando così vita ai serious games, che sono dei videogiochi creati appositamente per insegnare alle persone come risolvere un problema o abbattere un ostacolo (ad esempio per quanto riguarda la formazione del personale addetto a vari compiti). Lo scopo primario dei serious games è, infatti, educare il soggetto alle corrette procedure con basi di applicazione che spaziano dalla difesa alla sanità, la gestione delle emergenze, l’ambito scolastico ed educativo. Si immagini uno scenario in cui dei paramedici devono aiutare un paziente, o ancora deve essere gestita un’emergenza quale un incendio o un terremoto.

Gli utilizzi della Realtà Virtuale sono molto vari e possono essere impiegati in modo importante. Attraverso la ricerca e lo sviluppo vengono messe a punto applicazioni sempre più potenti e precise e speriamo che davvero, in un futuro non troppo lontano, questa tecnologia possa diventare di uso comune.

Autrice: Delilah

Virtual Reality Enthusiast, Feticista dei Particles, Hopeless Nerd. Lavora nel campo dell'informatica e non si stacca mai dal computer. Darkettona con i capelli verdi, ama i gatti, Cthulhu ed il proprio Companion Cube. Ha una predisposizione naturale per lo zucchero filato. La rete è la sua seconda casa. Tra le sue (altre) passioni ci sono cucina, arte e fotografia.
Website: http://www.sixthessence.com
Twitter: sixthessence