Un bando per mettersi in gioco, sul serio

Fino al 22 aprile sono aperte le iscrizioni per un concorso europeo dedicato ai serious game.

Serious game: di cosa si tratta? Sembra un gioco, ma basta scalfire la superficie per cogliere il messaggio formativo che racchiude.

Oggi più che mai, il videogioco viene riscoperto come uno straordinario strumento di formazione perché permette di sperimentare all’interno di un ambiente sicuro in cui è possibile interagire e accrescere le proprie competenze e – perché no – anche sbagliare, ma senza compromettere nulla. La simulazione permette di esplorare il mondo di gioco e di mettere alla prova le proprie conoscenze e abilità favorendo così l’apprendimento attraverso il fare, il cosiddetto learning by doing.

Quando si parla di serious game, quindi, si intende sottolineare un forte messaggio racchiuso nelle meccaniche stesse del gioco, gioco che può avere finalità di formazione o anche di critica sociale.

Proprio per l’importante ruolo che questi giochi stanno assumendo a livello sociale, vi segnalo con grande piacere un bando europeo rivolto all’ideazione e allo sviluppo di serious game con finalità educative. Si tratta della European Best Learning Game Competition, una gara che si rivolge a professionisti, studenti e appassionati organizzata per il secondo anno consecutivo nell’ambito del progetto Ludus. Il bando – che si chiuderà il 22 aprile – è rivolto a chiunque sia interessato ai serious game: possono partecipare aziende, organizzazioni, singoli professionisti e studenti.

Il tempo rimasto non è molto, ma se volete partecipare potete dedicare questi ultimi giorni alla stesura di un concept e magari potete allegare anche uno storyboard a supporto della vostra idea. Delle quattro categorie in cui è suddiviso il bando, infatti, una è dedicata esclusivamente alla migliore idea/concept proposta da non professionisti. Sempre per i non professionisti, ovviamente si può anche partecipare inviando un gioco funzionante. Le ultime due categorie sono invece dedicate a team che lavorano nel campo dei videogiochi di professione e che hanno sviluppato un serious game con un budget basso e con un budget alto, rispettivamente sotto e sopra la soglia di 40 mila euro.

Oltre all’opportunità per i partecipanti alla competizione, il bando è un ottimo momento di confronto a livello europeo: lo scorso anno, durante la prima edizione solo un progetto italiano à arrivato in finale, mentre Ungheria, Romania, Finlandia e Danimarca hanno vinto nelle quattro categorie, sottolineando un processo di espansione del settore dei serious game in atto in Europa del Nord e dell’Est. Sarebbe bello che quest’anno anche l’Italia portasse a casa una vittoria.

Fino al 22 aprile si può partecipare alla gara, inviando link e documentazione relativa al proprio progetto direttamente dal sito ufficiale, ma per maggiori informazioni fate riferimento al regolamento completo, in inglese. Essendo un progetto europeo, infatti, tutti i testi dovranno essere (o essere tradotti) in inglese. I vincitori verranno annunciati durante la conferenza internazionale organizzata nell’ambito del progetto LUDUS (SGEED), che si svolgerà a Milano il 26-27 maggio.

Autrice: Marina Rossi

Marina Rossi è game designer e producer in Urustar, uno studio indipendente di sviluppo di giochi di cui è anche co-founder. Spesso imbraccia fucili a pompa per sconfiggere i nemici che la ostacolano. Su schermo, si intende.
Website: http://urustar.net
Twitter: redpill