Intervista a Flavia Weisghizzi responsabile rapporti con la stampa della Comunità Ubuntu Italia

Flavia Weisghizzi vive e lavora a Roma come speaker e critica letteraria.

Da alcuni anni si occupa del mondo dell’Open Source, in particolare di Ubuntu di cui fa parte della comunità italiana, è traduttore e si occupa dei rapporti con la stampa della Comunità.

I suoi hobbies sono i viaggi, lo studio delle danze bretoni e scozzesi, l’arte contemporanea e la cinematografia.

Flavia Weisghizzi di Ubuntu

 

Come è nata la tua passione per Ubuntu e cosa ti ha spinto a diventare membro della comunità italiana?

Il mio interesse per il software libero nasce nel 2000, subito dopo la laurea. Ero in una piccola redazione di un magazine on-line e mi fu chiesto di scrivere qualcosa sulla suite StarOffice che era appena uscita.

Ho quindi cominciato ad approfondire in particolare le potenzialità delle licenze Open e il copyleft per la diffusione dell’arte nel rispetto della paternità dell’opera.

Da lì a provare un po’ di distribuzioni Linux il passo è stato breve, ma solo con Ubuntu mi sono trovata a mio agio davvero. Era appena uscita la release 7.04, mi iscrissi al forum di supporto: Ubuntu offre un sistema operativo e uno sterminato archivio di software assolutamente gratuiti, e mi sembrava doveroso fare la mia parte per contribuire a mia volta.

Quali sono i principali progetti di cui ti stai occupando per Ubuntu?

Principalmente curo il rapporto con la stampa la comunicazione di Ubuntu e della nostra Comunità, partecipando a conferenze ed eventi come SMAU, o andando nelle varie università,  oppure essendo ospite di un LUG.

Grazie all’attenzione delle GGD poi sono riuscita a coniugare questa attività con il progetto Ubuntu Women-it, nato grazie alla collaborazione di Silvia Bindelli.

Hai pubblicato i libri Ubuntu Linux 9.10 e Ubuntu Linux 10.10. Com’è nata l’idea?

Tutto è nato dall’interesse di Hoepli verso la nostra Comunità: mandarono al Consiglio una proposta per un libro e dato il mio lavoro sono stata interpellata io. Ma senza la collaborazione di Luca Ferretti e di tutta la Comunità non sarebbe stato un lavoro altrettanto soddisfacente.

Oltre ad Ubuntu, sei una persona molto impegnata: critica letteraria, speaker radiofonica, blogger. Quali strategie utilizzi per organizzarti al meglio?

A volte mi sento un pochino un’equilibrista e ancor di più sembra impossibile conciliare cose così differenti, ma tutto diventa semplice se lo vediamo alla luce di due semplici concetti: la curiosità intellettuale e la passione.

Il mondo open dietro il codice ha un brulichio di idee, di stimoli, di spunti di riflessione. È possibile considerarlo in qualche modo un’avanguardia culturale, vera, autentica, da cui è possibile contaminare la cultura “ufficiale”.

Tra i traguardi che hai realizzato finora, quale consideri il tuo successo più grande?

Ci sono molti traguardi che mi rendono orgogliosa del mio lavoro, dalla nomina al Consiglio alla pubblicazione del libro con Mondadori. Reputo comunque che il mio successo più grande sia ogni volta che riesco a rendere qualcuno più curioso o più consapevole, perché  significa aver seminato qualcosa. È una forma di condivisione del sapere: basta andare a guardare i grandi progetti Open Source, da Wikipedia a WordPress.

Quali sono i siti, le applicazioni online, i device che vorresti consigliare alle Girl Geek?

Vorrei suggerire a tutte i siti http://www.fsugitalia.org/donne/doku.php per il progetto donne@softwarelibero.it,  che unisce tutte le donne che collaborano al mondo del FLOSS, e naturalmente http://wiki.ubuntu-it.org/GruppoPromozione/UbuntuWomen per il mondo di Ubuntu.

Per quanto riguarda invece i device, oltre al classico smartphone con Android, non potrei fare a meno del mio ebook reader: piccolo, leggero, compatto, touchscreen: è riconosciuto come un device usb ma insieme a Calibre, il programma con il quale lo utilizzo, è possibile scaricare e avere sempre con sé libri e archivi delle più importanti testate nazionali e internazionali.

Quali passioni riesci a coltivare nel tuo tempo libero?

Non ho moltissimo tempo libero purtroppo, ma cerco di utilizzarlo al meglio!

Una mia grande passione è l’arte contemporanea. Poi lo yoga, che ho conosciuto da relativamente poco ma mi sta dando tantissimo. Infine, specie d’estate,  mi siedo in riva al mare, in attesa del vento giusto per prendere la tavola e fare kite.

Che consiglio daresti alle Girl Geek che vogliano seguire una carriera come la tua?

Il primo consiglio è di non credere di non avere qualità che possano essere spendibili nel mondo FLOSS.

Partite da un piccolo progetto, iscrivetevi a una mailing list, a un forum,  chiedete, chiedete, curiosate, fatevi vive, lasciatevi coinvolgere: in Ubuntu in particolare c’è una grande attenzione alla partecipazione femminile per cui ogni proposta è ben accetta. Basta aver voglia e provare!

Autrice: Daniela Pavan

Innovation e Digital Strategist con esperienza maturata in Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti, e Research Fellow presso il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il suo lavoro si focalizza sullo sviluppo di strategie di Digital Transformation, sul monitoring dell’impatto del Design e del Design Thinking sui processi di innovazione, analizzando in particolare lo studio delle diverse tipologie di utenza e pubblici, e sulla creazione di nuovi approcci manageriali attraverso la combinazione dei principi di Management con Arte, Cultura e Performing Arts.
Website: http://www.danielapavan.com/
Twitter: danielapavy