Intervista ad Anna Prandoni – Direttrice IPCA srl

Ho avuto il piacere di conoscere Anna Prandoni durante una serata in cui si parlava di cibo e rete. Anna è da anni coordinatrice editoriale del sito de La Cucina Italiana, la versione web della rivista di cucina che proprio quest’anno compie 80 anni.

Conosciamola meglio con questa intervista.

Anna-Prandoni-GGlife

Come si svolge e quanto ti impegna essere la coordinatrice editoriale di uno dei siti di cucina più visitati in Italia?

Il mio lavoro è molto impegnativo dal punto di vista del tempo: la mia testa è sempre concentrata sul sito, in qualsiasi momento della giornata e della serata. Il bello del mio lavoro è il fatto di essere sempre immersa nel mondo del cibo e questo – paradossalmente – è anche il suo lato negativo: mangiare, cucinare, visitare ristoranti, parlare con gli chef, scegliere foto di food, decidere il piano editoriale di un sito di cucina, scrivere di cibo….alla fine della giornata non se ne può davvero più! E nel fine settimana, quando tutti gli amici vogliono uscire a mangiare da qualche parte per passare una serata diversa dal solito io….mi defilo! Ma alla fine è il lavoro più bello del mondo: scrivere di una passione è la mia motivazione più grande. L’unica cosa che veramente non sopporto è la perenne precarietà della tecnologia: a volte tu hai fatto i miracoli per poter preparare un servizio meraviglioso e poi….sul più bello c’è un ‘inghippo’ dal lato server, il CMS si incanta, i video non si caricano, la banda non basta….tutti problemi che un direttore ‘di carta’ per sua fortuna non dovrà mai affrontare!

Per te è stato facile arrivare alla posizione che ricopri oggi? Quale è stato il tuo percorso professionale?

Facile direi di no, ma sicuramente è stato un percorso anomalo. Ho iniziato a scrivere sul giornalino del liceo e da allora non ho mai smesso di farlo: da un giornale di provincia ad un altro, sono arrivata a Cucinare bene. Da lì un giorno ho avuto l’occasione di entrare nel mondo de La Cucina Italiana, ma al primo colloquio mi hanno scartata!! L’allora direttore, Paola Ricas (adesso mia grande sostenitrice e amica) ha ritenuto che la mia ricetta della salsa vaniglia non fosse all’altezza….e aveva ragione! Per fortuna il direttore della Scuola di cucina della rivista mi ha invece selezionata per un altro progetto, proprio riguardante internet. Da allora, era il 2000, ho sempre lavorato qui, prima gestendo gli eventi della Scuola, poi come direttore della Scuola, lavoro a cui ho affiancato il coordinamento editoriale del sito dal 2006.

Diciamo che per vie traverse sono riuscita ad arrivare a realizzare un sogno di bambina: fin da piccola, col mio Dolce Forno, testavo le ricette e ritagliavo le recensioni dei ristoranti da L’Espresso del papà… sono riuscita a trasformare la passione in professione, lavorando qui, scrivendo libri di cucina e diventando ispettore della Guida de L’Espresso.

Il sito lacucinaitaliana.it è cambiato molto negli ultimi anni, diventando sempre più ricco: quali sono le vostre idee per il futuro? come pensate di migliorarvi sempre di più?

A brevissimo saremo pronti con un’applicazione per Iphone a marchio La Cucina Italiana. Stiamo lavorando alacremente ad un nuovo, indispensabile, data base video con una ricerca sempre più performante: sui video stiamo lavorando sodo, sia in produzione che in implementazioni tecnologiche. E poi…abbiamo progetti segretissimi per format tv, ovviamente sul web.

Quanto Internet ha “invaso” e migliorato la tua vita da quando fai questo lavoro?

Mi ricorderò per sempre la mia prima riunione: venivo da un mondo ‘di carta’ e da tanta gavetta in cucina. Mi sono trovata in una sala riunione con web designer, sviluppatori, consulenti web, webmaster, esperti di seo: li ascoltavo parlare e pensavo che quella lingua astrusa fosse arabo. Mi segnavo tutte le parole che non capivo (di media una su 3) e appena tornata in ufficio mi sono messa a navigare alla ricerca di un traduttore ‘internettiano-italiano': a poco a poco ho cominciato a capire anch’io, ma l’impatto è stato drammatico! Internet lo uso moltissimo ma non direi che mi ha invaso la vita: cerco di essere il più reale possibile, dopo le mie ore di virtualità giornaliere. Sono una delle poche che fuori dall’ufficio non usa la posta elettronica se non su Iphone e che cerca di evitare per quanto possibile di riaccendere il computer a casa. E’ vero anche che non faccio degli orari ‘normali’ e l’ufficio è davvero una seconda casa, per me.

Tra i traguardi che hai raggiunto finora, quale consideri il tuo successo più grande?

Successo? Non riesco ad immaginarmi come ‘una donna che ha/ha avuto successo’…sono sempre alla ricerca di nuovi spunti, nuove idee, nuovi stimoli per raggiungere un obiettivo che vedo lontanissimo, e tutto sommato non è nemmeno nitidamente chiaro nella mia testa. Ho raggiunto tanti traguardi che mi ero posta, ma non considero nessuno di questi un ‘successo’. E’ un pregio, ne sono sicura, ma è anche un grande difetto: il fatto di non accontentarsi mai aiuta molto nel lavoro ma ti rende fragile emotivamente.

Ci sono 3 momenti che ricordo con emozione: il primo articolo pubblicato sul Corriere della Sera, il mio nome sotto ad una recensione su L’Espresso e sicuramente il giorno in cui – dopo mesi di lavoro febbrile e folle, insieme alla mia webmaster Emanuela Roncari – abbiamo visto comparire sullo schermo il ‘nostro’ sito. E’ stato un momento che non dimenticherò mai.

Quali sono i siti, le applicazioni online, i device che usi maggiormente e che vorresti consigliare alle Girl Geek?

La mia ‘droga’ quotidiana è Google Analytics: senza sapere quante persone hanno letto i miei articoli e visto i miei video non vado a letto serena! Se poi è giorno di newsletter, diventa una vera e propria fissazione e faccio refresh di pagina una volta al minuto. Sono molto poco affascinata invece dai social network, che ritengo una enorme perdita di tempo: so che non è così, e che c’è una vita di relazioni che si tesse a mia insaputa, ma essendo una perfezionista penso di non poter seguire come vorrei anche questo ‘lavoro’ e quindi….me ne disinteresso. Non vado più da nessuna parte senza il mio Iphone, anche se lo considero più un bel giocattolo che un vero e proprio strumento di lavoro: però è indiscutibilmente comodo.

Uso molto i siti di informazione, ansa, corriere, repubblica e devo dire che la mia mattinata inizia quasi sempre con qualche click sulle newsletter di yoox, privalia, born4shop….la fashion victim che è in me – repressa in una stanza per tutto il giorno – si sfoga facendo almeno un pò di shopping virtuale….!

E per lavoro, non posso fare a meno di ‘copiare’ Epicurious, il mio punto di riferimento.

La cucina e la cultura enogastronomica online: che futuro vedi?

Un futuro roseo e colmo di sogni realizzati! Internet è il futuro dei ricettari, è lo strumento in grado di sostituire per sempre l’obsoleto ‘quaderno di ricette’ della nonna. E’ anche lo strumento più pratico per poter vedere le ricette in video, avendo il testo sott’occhio e senza la necessità di intrattenimento propria della televisione. Insomma, quando tutti se ne renderanno conto, i siti come il nostro saranno ‘la mecca’ della cultura enogastronomica italiana. Noi siamo solo un pò più avanti degli altri, così com’è giusto che sia.

Ma lo scoglio più grande che dobbiamo superare è il pensiero dominante che sostiene che internet cannibalizzi la carta: è il muro più grande che noi internettiani dobbiamo far superare ai cartacei, sia dal punto di vista editoriale che dal punto di vista economico, di advertising.

E’ davvero il muro contro il quale ci scontriamo ogni giorno con chi pensa che internet è il male e ucciderà la carta. Non è così!

Internamente, per convincerci del contrario, abbiamo svolto un sondaggio tra i lettori della rivista: solo l’8% di loro frequenta anche il sito.

Le aziende che voglio promuovere i loro prodotti si devono rendere conto che mai come ora una campagna non può più essere solo cartacea, ma deve andare a sollecitare tutti i consumatori di quel target, siano essi sulla carta, on line, nella gdo o al cinema.

Il mondo non cambia a senso unico, spostando contenuti e soldi dalla carta al web….si passa dalla carta ad altra carta meno ideologica e più concreta, ai siti internet,ai blog, ai social network, alla tv, alle tv digitali o alle pay tv.

Le informazioni si reperiscono dappertutto: dal passaparola alla televisione al web.

Noi non solo non chiudiamo ma allarghiamo il nostro brand ad altri mercati: dopo l’avventura negli USA – nata 3 anni fa dopo aver concesso in licenza il marchio ad un altro editore per oltre 10 anni, siamo da pochissimi mesi sbarcati nel mondo arabo e presto la nostra testata verrà pubblicata in oltre 22 Paesi in lingua araba.

Per fortuna del nostro Paese, ‘la cucina italiana’ come categoria kantiana è apprezzata e amata ovunque e trova dappertutto i suoi estimatori: in questo internet non può che essere il futuro.

Che consiglio daresti alle Girl Geek che vogliono seguire una carriera come la tua?

Imparare a cucinare dai più bravi. E’ questo che mi ha portata qui: in molti sanno scrivere, in molti sono appassionati di tecnologia, in molti amano la cucina. Quasi nessuno, però, ha studiato la materia, la storia dell’alimentazione e la storia della cucina. In pochissimi hanno frequentato corsi di cucina di livello professionale e hanno avuto modo di confrontarsi dal punto di vista strettamente culinario con chef di alto livello: credo sia questa la differenza, il plus che mi ha fatta davvero crescere.

Solo in questo modo puoi davvero parlare di cucina, solo conoscendola dall’interno. Il resto si impara!!

Foto di Ialla per Pasta Voiello

Autrice: Sara Maternini

Natural born blogger, food blogger per vocazione, geek e knitter per passione, community manager per necessità.
Website: http://www.saramaternini.com/
Twitter: saramaternini